Il secolo di tutti e di nessuno

Termini come “globalizzazione” e “libero mercato” occultano una realtà internazionale ancora saldamente dominata dagli Stati Uniti. Per questo è interesse di tutte le nazioni battersi per un potere planetario diffuso ed auto-organizzato.

Roosevelt_USA_(TonyFischer-cc-by)

Nel 1941, H. R. Luce, l’editore di Life, pubblicava uno storico editoriale il cui titolo era: “The American Century”, espressione poi divenuta un concetto. Nel 1997, viene fondato a Washington un think tank che si chiamava “Project for the New American Century” (PNAC), il quale, nel 2000, pubblica un rapporto Ricostruire le difese dell’America: strategie, forze, e risorse per un nuovo secolo. Del gruppo facevano parte sia pezzi importanti dell’intellighenzia geopolitica americana (R. Kagan, F. Fukuyama), sia praticamente tutto il governo della presidenza Bush jr , da D. Cheney a D. Rumsfeld. L’idea del “secolo di qualcuno”, poggia sul precedente britannico ed anche se nessuno lo formalizzò come concetto, l’antesignano del secolo americano fu l’Impero britannico. Dopo l’uno viene il due e dopo il due viene il tre, ed ecco che alle avvisaglie di una possibile contrazione americana o più che altro, di una espansione cinese, alcuni intravedono un “secolo cinese”.

Leggi il resto della lunga analisi sul sito di Pierluigi Fagan, “pensatore della complessità”.

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Foto Tony Fischer cc-by

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