L‘UE e le lobby: il potere di influenza delle „Big energy“

Le società energetiche riescono a influenzare le politiche climatiche grazie ai contatti privilegiati con alti funzionari dell’Ue. Lo hanno rivelato alcune mail scambiate tra un membro di un gabinetto e il suo ex datore di lavoro, la tedesca E.On.

clima_ambie_(Lighttiuth 5380521888 flickr CC-BY-NC)

Dal suo ufficio nella sede della Commissione europea, a Bruxelles, Joachim Balke ha scambiato una serie infinita di mail con E.On., leader mondiale nel settore energetico e fornitore numero uno nel Regno Unito e in tutta Europa.

Balke ha lavorato come consulente per E.On dal 2004 al 2008 ed è attualmente membro del gabinetto di Miguel Arias Cañete, commissario europeo per il clima e l’energia. Il fatto che sia continuamente in contatto con una lobby aziendale così poco impegnata sul fronte del cambiamento climatico, che per di più è il suo ex datore di lavoro, non sembra preoccupare le istituzioni dell’Ue.

Allo stesso modo, viene considerata come una mera coincidenza il fatto che il gigante petrolifero BP e la multinazionale tedesca E.On intrattengano contatti particolarmente stretti con il gabinetto di Cañete da quando è stata nominata la nuova Commissione, a fine 2014. Ciascuna delle due multinazionali ha avuto almeno 15 incontri con gli uffici di Cañete e di un altro commissario chiave, Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione incaricato dell’Unione energetica.

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Foto Lighttiuth cc-by-nc 2.0

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