Budapest insieme alla Slovacchia nella causa contro l’UE per le quote rifugiati

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La Slovacchia non sarà sola nella sua battaglia contro le quote obbligatorie di richiedenti asilo decise dal Consiglio dei ministri dell’Interno dell’UE in ottobre. Il governo ungherese ha fatto un primo passo verso l’adesione all’azione legale di ricorso che la Slovacchia conta di presentare nella prima metà di dicembre alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE).

Il capo dell’esecutivo slovacco Robert Fico aveva annunciato tale mossa subito dopo la decisione dei ministri dell’Interno dei 28, dove il suo ministro, Robert Kalinak, aveva votato contro l’adozione delle quote obbligatorie, seguito da una manciata di colleghi, tra i quali l’ungherese. Per tale questione Fico era stato richiamato dal Partito Socialista Europeo (PSE), del quale lo Smer-SD slovacco è membro, per spiegare la sua posizione nei confronti dei rifugiati.

Secondo il sito Euractiv, una fonte diplomatica ungherese avrebbe detto che Budapest sta seriamente considerando di unirsi alla denuncia slovacca, oppure di presentare una propria denuncia alla CGUE.

Budapest ha già recentemente fatto approvare dal suo Parlamento nazionale a larga maggioranza (con il partito maggioritario Fidesz appoggiato dagli estremisti di Jobbik) una mozione che chiede alla Commissione UE di annullare il piano di redistribuzione dei rifugiati, sulla base del fatto che esso viola il principio di sussidiarietà. Un principio sostenuto nel Trattato di Lisbona, ma che necessita dell’appoggio di dieci Stati membri per chiedere alla Commissione di ritirare una decisione già presa se la questione può essere gestita in modo più efficiente a livello nazionale.

(Fonte Euractiv)

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Foto Metropolico.com cc-by-sa 2.0

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