Democrazia europea: se non ora quando?

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Ci si sono messi in cinque, i cinque presidenti, per scrivere un testo che apra una discussione sullo stato della “governance” dell’area euro. Già la cinquina dice qualcosa, o anche molto, sullo stato istituzionale, e democratico, della UE. Il mandato a riflettere ed elaborare sullo stato dell’Unione nella parte che usa la moneta unica è arrivato dal Consiglio e in realtà riguardava solo quattro presidenti. Anche qui la composizione parla da sola.

A proporre soluzioni vengono chiamati il presidente della Commissione, quello del Consiglio, ma poi anche quello della BCE, (una banca!) e dell’Eurogruppo, cioè una struttura di assai difficile definizione istituzionale. Strada facendo si è aggregato il presidente del Parlamento europeo. A significare che si avverte qualcosa di strano in una architettura siffatta e, peraltro, praticando una sorta di strappo alla regola che non prevede l’associazione del PE stesso a tali livelli di istruttoria dei processi decisionali.

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Foto EU Parliament cc-by-nc

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