Presentata in Parlamento proposta di divieto in Costituzione di aborto e unioni registrate

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Un emendamento alla Carta costituzionale della Slovacchia su tematiche altamente sensibili come aborto, eutanasia e suicidio assistito è stato proposto dai deputati Stefan Kuffa di OLaNO, Jozef Miklosko dei Cristiano-Democratici (KDH) e dall’indipendente Marian Kvasnicka per andare in aula ed essere discusso in una sessione parlamentare del mese di novembre. I tre parlamentari vogliono che la Costituzione slovacca includa nel suo testo il divieto esplicito a tali pratiche, e a tutte le interferenze e manipolazioni sugli ovuli umani, fecondazione artificiale e assistita, e anche il divieto alle unioni registrate.

L’emendamento intende porre mano all’attuale formulazione della Costituzione, ad esempio dove dice che «La vita umana merita protezione anche prima della nascita» e «anche il feto ha il diritto alla vita». Secondo loro, la Carta dovrebbe includere anche questa frase: «Un bambino non ancora nato non deve essere privato della vita, considerando allo stesso tempo il diritto alla vita della madre». L’aborto, in base all’emendamento presentato, sarebbe ammissibile solo in caso di minaccia imminente alla vita della madre, eccezione ritenuta valida solo come conseguenza inevitabile quando non è possibile fare altrimenti.

L’obiettivo principale dell’operato dei tre deputati è garantire il diritto alla vita per i bambini non ancora nati a partire dal loro concepimento, e garantire la loro inviolabilità, la tutela della salute, la tutela della dignità umana e di altri diritti e libertà fondamentali.

«La Costituzione della Slovacchia non consente la pena di morte, pertanto è particolarmente esecrabile l’uccisione di bambini innocenti non ancora nati, incapaci di qualsiasi difesa, e deve trovare il suo posto nel quadro giuridico slovacco», ha detto Kuffa secondo l’agenzia Tasr.

 I divieti si estenderebbero alle eventuali pratiche eugenetiche in relazione a persone e bambini non ancora nati, alla maternità surrogata e alla clonazione di esseri umani e bambini non ancora nati.

Infine, si propone l’inserimento in Costituzione della seguente frase: «A nessuna forma di convivenza tra persone, diversa dal matrimonio, e a nessuna persona al di fuori di mariti e mogli deve essere garantita una speciale protezione e speciali diritti e doveri che sono riservati esclusivamente al matrimonio e ai mariti e mogli all’interno del sistema giuridico slovacco. Le unioni registrate sono vietate».

Per inserire tali questioni nella Carta costituzionale è necessaria una maggioranza parlamentare qualificata di novanta voti, che è possibile soltanto con l’appoggio del partito socialdemocratico Smer-SD, che domina il parlamento con 83 seggi su 150 e guida un governo monocolore fino alle elezioni generali della primavera 2016. Nel giugno dello scorso anno i cristiano-democratici di KDH si allearono con Smer per far passare in Costituzione l’attuale dettato riguardo al matrimonio, che è permesso soltanto “esclusivamente come unione tra un uomo e una donna”, e impedisce per il momento qualunque altra ipotesi di nozze tra persone dello stesso sesso.

Il 20 settembre scorso a Bratislava la Marcia nazionale per la Vita 2015 ha visto sfilare nelle strade della capitale tra 70 e 85mila persone, molti di più dei 50mila previsti, per promuovere la protezione della vita umana dal concepimento alla morte naturale e l’istituzione del matrimonio come unione unica di un uomo e una donna, e sensibilizzare la gente su temi relativi a vita, aborto, matrimonio ed eutanasia.

(ReD)

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Foto tornadogrrrl cc-by-nc, sotto: marcia del 20/9/2015 a Bratislava (©Anton Fric)

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