Smer ai suoi elettori: non andate al referendum

La direzione del partito Smer-SD di ieri ha deciso di raccomandare i suoi elettori di non partecipare al referendum del 18 Settembre avviato da Libertà e Solidarietà (SaS). Secondo il suo presidente, Robert Fico, Smer non ha altra scelta per le dichiarazioni del leader di SaS Richard Sulik. Fico ha sottolineato che SaS ha disonorato la democrazia e manipolato l’opinione pubblica.

Sulik ha abusato dei suoi diritti di Presidente del Parlamento inviando una lettera ai Sindaci con la richiesta di invitare la gente a partecipare al referendum, ha detto Fico. Nella lettera peraltro è scritto che anche il Presidente (della Repubblica) e il Primo Ministro avrebbero votato, dunque abusando dei nomi di due delle maggiori cariche del Paese. «Chi gli ha dato il diritto di farlo?», si chiede Fico.

Smer-SD ha già messo Sulik alle corde con una richiesta di sfiducia, che il Parlamento sarà chiamato a votare questa settimana. Il maggio partito di opposizione ritiene che Sulik abbia disonorato l’istituzione che presiede con la sua incompetenza e il suo atteggiamento disinvolto, oltre che per aver detto che i delegati nominati dai partiti politici per controllare il referendum possano “influenzare” i risultati della votazione.

Se dunque al referendum dovessero mancare gli elettori del maggior partito dell’arco parlamentare slovacco, che a Giugno ha ottenuto un risultato elettorale del 35,7% ma che nei sondaggi successivi ha spesso superato il 40%, si profila qualche difficoltà nel raggiungimento del quorum per la validità dello stesso (50% degli aventi diritto+1). Del resto anche l’altro partito di opposizione, SNS aveva anticipato che avrebbe potuto rigettare la votazione. Per non parlare dell’atteggiamento “freddino” con cui tutti i partiti della Coalizione, incluso il proponente del test popolare, il partito Libertà e Solidarietà (SaS) del Presidente del Parlamento Richard Sulik, che comunque ha stanziato 130.000 euro per la sua promozione. La polemica sul costo della votazione, 7,2 milioni di euro, certo non aiuta in tempi magri di tagli ai bilanci e di appelli a stringere la cinghia.

Se il referendum non fosse dichiarato valido, sarebbe il quinto a fallire nella recente storia democratica della Slovacchia. Solo il referendum sull’ingresso della Slovacchia nell’Unione Europea, che fu una iniziativa istituzionale, ha avuto successo.

Vedere qui gli altri articoli sull’argomento.

(Fonte TASR)

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