Ludovit Stur: le massime autorità alle celebrazioni ufficiali presso la casa natale

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Il villaggio di Uhrovec (un piccolo abitato di nemmeno 1500 abitanti nella regione di Trencin), ha ospitato sabato 24 ottobre una cerimonia per celebrare il 200° anniversario della nascita di Ludovit Stur (1815-1856), protagonista del Risorgimento della coscienza nazionale slovacca a metà del XIX secolo e uno dei padri riconosciuti della Nazione. In un discorso presso la casa natale di Stur, il presidente slovacco Andrej Kiska lo ha descritto come simbolo nazionale di solidarietà, quale ideatore del pensiero nazionale slovacco. «Nessuno nella nostra storia ha mai goduto di un tale nome e tanto rispetto – ed è giusto così. E sono poche le figure della nostra storia che non hanno diviso, ma unito la nazione. Stur è un simbolo di coesione nazionale, perché è stato lui a formulare l’ideologia nazionale slovacca». Stur fu filosofo, storico, linguista, scrittore, poeta, educatore, autore, editore – «e il primo politico slovacco, nel vero senso della parola». Fu «l’iniziatore e creatore di una lingua slovacca indipendente, che fu d’impulso per l’integrazione dell’élite nazionale con l’intera comunità», con l’obiettivo di dare al popolo una coscienza nazionale e migliorarne il tenore di vita e di libertà.

Il primo ministro Robert Fico ha sottolineato che Stur non era uomo di parole soltanto, ma soprattutto di fatti. E quando si parla di patriottismo non si ricordano solo i suoi discorsi, ma in particolare le sue gesta. Per dare modo agli slovacchi nel territorio d’Ungheria di comunicare tra di loro con l’orgoglio di essere slovacchi, Stur codificò una lingua. In seguito, «quando fu necessario legare i diversi gruppi sparsi di slovacchi, creò un quotidiano slovacco nazionale. Se questo non bastasse, riuscì a farsi eleggere al Parlamento ungherese dove lottò come autorevole uomo politico. E se anche questo non fosse sufficiente, infine prese le armi e divenne uno dei leader rivoluzionari delle lotte di liberazione nazionali» (negli anni 1848-49), ha detto il premier.

La storia della vita di Ludovit Stur può servire da ispirazione per i giovani che vogliono cercare di influenzare la vita pubblica nel loro Paese, ha detto il presidente del Parlamento Peter Pellegrini. Stur diventò leader riconosciuto degli studenti evangelici a Pressburgo a 20 anni, iniziò la codificazione della lingua letteraria slovacca all’età di 27 anni e a 34 fu uno dei leader del movimento nazionale slovacco all’epoca dei moti rivoluzionari del 1848. «I sogni di quei giovani guidati da Stur di una nazione indipendente sono diventati realtà soltanto pochi decenni fa», ha ricordato il capo del Parlamento. «Oggi viviamo in un nostro Stato e siamo riusciti a mantenere la nostra lingua e la nostra cultura. Siamo integrati nella famiglia europea quale paese sviluppato e fiorente dove tutti hanno garantiti i propri diritti civili, diritti umani e i diritti delle minoranze etniche e religiose».

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Il villaggio di Uhrovec è stato luogo di nascita, oltre che di Stur, anche di Alexander Dubcek, un altro dei patri nobili della patria. La cosa stupefacente è che i due sono nati, a distanza di poco meno di un secolo, nella stessa casa.

Il 2015 è stato dichiarato dal Parlamento slovacco “Anno di Ludovit Stur”, e nel corso dell’anno si sono svolti diversi convegni, eventi, e mostre sulla sua figura.

(Red)

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Immagini: Gejza Szalay: Štúr al Parlamento ungherese (stur.sk), il presidente Kiska a Uhrovec, monumento a Štúr a Modra (Jo Saul cc-by-nc-nd)

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