L’Ucraina ha perso la Crimea molto tempo fa

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L’Ucraina non ha perso la Crimea solo nel marzo del 2014: l’ha persa costantemente negli ultimi 23 anni. Dall’indipendenza dell’Ucraina nel 1991 nessun presidente o governo ucraino ha mai tentato di integrare la Crimea nella più ampia società ucraina. La Crimea è sempre stata una regione speciale e non nel senso buono che questo aggettivo può avere. Per le forze politiche “pro-russe”, controllate dagli oligarchi – sostenute in gran parte da russi-etnici – la Crimea è stata sempre un bacino di voti facili che prontamente forniva un significativo pacchetto di voti contro le forze nazional-democratiche “pro-occidentali”.

Per queste ultime la Crimea ha rappresentato un continuo mal di testa: i nazional-democratici ucraini semplicemente non hanno mai saputo che fare – in termini di integrazione socio-politica – con quel milione e mezzo di russi etnici e con migliaia di ucraini ampiamente russificati. I nazional-democratici, tuttavia, sono sempre andati d’accordo con il Mejlis della Comunità tatara di Crimea, organismo istituzionale che rappresenta i tatari nella regione. Sia nazional-democratici che il Mejlis hanno sempre avuto lo stesso scetticismo nei confronti dell’egemonia della cultura russa in Crimea.

Continua a leggere l’analisi di Anton Shekhovtsov su balcanicaucaso.org

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Foto: l’annuncio dell’annessione della Crimea alla Russia, marzo 2014 – RiveraNotario cc-by-nc-sa

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