Migranti: cosa si è deciso domenica al vertice di Bruxelles

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Gli undici paesi riuniti a Bruxelles per discutere della situazione dei profughi nei Balcani hanno approvato un piano in 17 punti che prevede più polizia di frontiera per identificare i profughi, centomila posti di accoglienza lungo la rotta balcanica e maggiori controlli ai confini.

Il vertice, a cui hanno partecipato anche paesi esterni all’Unione europea come la Serbia e la Macedonia, è stato voluto in particolare dalla cancelliera tedesca Angela Merkel che deve affrontare profonde critiche nel suo paese per le sue politiche di accoglienza dei richiedenti asilo siriani in arrivo in Germania dalla rotta balcanica.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha chiarito che l’obiettivo del summit straordinario era quello di evitare che i diversi paesi sulla rotta balcanica continuassero a prendere decisioni unilaterali che si ripercuotono sugli altri paesi, come chiudere temporaneamente le frontiere. Nelle ultime settimane la chiusura da parte dell’Ungheria e della Croazia ha provocato il dirottamento non organizzato di centinaia di persone verso altri paesi come la Slovenia. “L’imperativo ora è offrire accoglienza”, ha detto Juncker. “Non è possibile che nell’Europa del 2015 le persone siano lasciate a dormire per strada”. Circa 250mila profughi hanno attraversato i Balcani dalla metà di settembre, la maggior parte di loro sono in fuga dalla Siria, dall’Iraq e dall’Afghanistan.

20151024 Grenzübergang Spielfeld #refugeeswelcome

Ecco cosa prevede il piano per punti

  • Centomila posti nei centri di accoglienza, di cui 50mila in Grecia e altri 50mila negli altri paesi del Balcani attraversati dai profughi.
  • Entro la prossima settimana saranno mandati 400 agenti di frontiera in Slovenia.
  • Sarà rafforzata nel mar Egeo l’operazione Poseidon, il pattugliamento delle coste turche e greche da parte dei mezzi dell’Unione europea.
  • Costringere la Grecia a identificare i profughi che arrivano sulle sue coste e facilitare le espulsioni dei migranti a cui non viene riconosciuto il diritto a chiedere l’asilo.
  • Un’unità di Frontex sarà schierata al confine tra Grecia e Macedonia e tra Grecia e Albania, per aiutare a identificare i profughi che non sono stati identificati in Grecia.
  • Rinforzare Frontex al confine tra Bulgaria e Turchia, e in Croazia.

(Internazionale.it)

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Intanto in Germania, dove si stima che quest’anno le richieste d’asilo saranno 800mila, si sono moltiplicate le esperienze di accoglienza ai profughi. A settembre la giornalista di Time Naina Bajekal e il fotografo danese Joakim Eskildsen hanno incontrato a Berlino decine di afgani e siriani accolti nelle case di comuni cittadini tedeschi, che hanno agito in maniera indipendente e si sono organizzati per offrire ai migranti casa, assistenza, corsi di lingue o di cucina. “Questa esperienza ha allargato i miei orizzonti”, ha raccontato a Time Judith Roëll, che ospita un profugo siriano in casa. Secondo lei più le persone avranno contatti con i profughi, più la società tedesca diventerà tollerante. “Una crisi che in altre parti d’Europa ha fatto emergere il peggio, sta svelando il lato migliore della Germania”.

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Foto: profughi tra Austria e Slovenia, 22/10/15 – Michel Gubi, cc-by-nc

2 comments to Migranti: cosa si è deciso domenica al vertice di Bruxelles

  • paolo libuda

    Iniziative im portanti. Questi articoli però non precisano mai nulla, e lasciano i lettori interdetti: QUANTI cittadini comuni tedeschi hanno ospitato afgani e siriani? E soprattutto, PER QUANTO TEMPO? Una settimana, un mese, o a tempo indeterminato?
    Perchè è giusto mandare messaggi che incitino alla solidarietà, ma inviandoli completi di tutte le informazioni disponibili.

  • Redazione

    Carissimo, siamo lusingati di tanta attenzione, quasi fossimo una testata di prestigio e riconosciuta. Temo che se si vuole una informazione completa bisogna chiederla a chi ha i mezzi (risorse finanziarie e umane) per poterla fornire. Questo non è il caso (e non rientra negli scopi ultimi) di Buongiorno Slovacchia, di cui ammettiamo i grossi limiti. A noi spetta dare degli spunti, al lettore cercare di più – se lo vuole

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