Lo scandalo Volkswagen. Le ripercussioni sull’Europa

Il nuovo a.d. Volkswagen Matthias Müller ha dichiarato che i 6,5 miliardi di euro accantonati non saranno sufficienti, ma alla fine del 2016 ogni problema sarà risolto. Il vice-cancelliere e ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel ha richiesto che lo scandalo non diventi il pretesto per screditare l’intera industria tedesca. Il n.1 americano di Volkswagen Michael Horn ha posto le scuse ufficiali al Congresso, mentre l’EPA ha comunicato l’avvio di una seconda indagine. Cerchiamo, dove possibile, di capire i motivi e le conseguenze di queste dichiarazioni

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UN’ANALISI IN OTTICA EUROPEA – Lo scandalo avrà dei costi notevoli nel vecchio Continente. Secondo il rapporto della European Federation for Transport and Environment – il “contenitore” delle organizzazioni non governative europee per i trasporti e l’ambiente –, da oggi fino al 2030 i consumatori dovranno sostenere costi per 1.000 miliardi di euro, ovvero la differenza tra la spesa per la quantità di carburante calcolata sui consumi dichiarati da Volkswagen rispetto a quelli reali, che risulta in difetto di 600 milioni di litri. Oltre a ciò lo scandalo potrebbe imporre all’Unione europea (UE) l’importazione extra di 6 miliardi di barili di petrolio. Da Lima – sede dell’assemblea annuale tra Banca mondiale (BM) e Fondo monetario internazionale (FMI) – i vertici della Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno dichiarato di voler far luce sui i 4,6 miliardi di euro concessi in prestito al gruppo tedesco negli ultimi 15 anni per lo sviluppo di “tecnologie pulite”. […]

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Foto wilkernet CC0

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