Ban Ki-moon in Slovacchia: i rifugiati sono gente in fuga da guerre e persecuzioni

onu-bankimoon_(flickr_cc-by)

Nella giornata di lunedì 19 ottobre a Bratislava il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha ricevuto un dottorato honoris causa dell’Università Comenius, dove il rettore Karol Micieta ha ricordato che «le Nazioni Unite sotto la guida del segretario generale Ban Ki-moon sono un leader globale naturale nel promuovere la comprensione e la cooperazione pacifica tra le nazioni, nell’avviare operazioni di aiuto internazionale, e nella tutela dei diritti umani». Ban è un instancabile promotore di modi pacifici per risolvere le controversie internazionali, e diffondere le idee dell’umanesimo, della democrazia e la comprensione – non solo nella politica ma anche nel diritto pratica e scienza giuridica, ha detto il rettore. A queste parole Ban ha risposto dicendo che «la povertà sta causando problemi enormi al nostro mondo, mentre si stanno intensificando anche i problemi dei cambiamenti climatici. Ci sono grandi sfide e pericoli davanti a noi, ma c’è anche un’onda di speranza». Citando le migrazioni, Ban ha richiamato l’appello del presidente Andrej Kiska perché  la Slovacchia ottemperi a i valori europei. La Slovacchia ha fatto bene, ha detto, nel suo impegno alle Nazioni Unite, e nelle missioni di pace nelle quali è coinvolta.

In seguito, Ban ha incontrato il primo ministro Robert Fico, il presidente del parlamento Peter Pellegrini e ha visitato il capo rifugiati allestito nel villaggio di Gabcikovo (regione di Trnava) in compagnia dei ministri dell’Interno slovacco Robert Kalinak e austriaco Johanna Mikl-Leitner. Qui, dove sono oltre 400 richiedenti asilo (uomini, donne e bambini) provenienti in massima parte dalla Siria, ha definito la crisi migratoria in atto una crisi della solidarietà globale, e non una crisi di numeri. Non dobbiamo dimenticare che i rifugiati stanno fuggendo guerre e persecuzioni, ha detto Ban: «Sono persone che hanno bisogno di urgente assistenza umanitaria».

Più tardi, sempre lunedì, ha visto il ministro degli Esteri Miroslav Lajcak, che già lo aveva accompagnato domenica in una visita sui Tatra e nel centro storico di Levoca, sito Unesco. Dopo l’incontro, Ban ha detto ai giornalisti che la questione delle migrazioni e dei rifugiati è una delle questioni globali, non solo europea, più importanti di questi tempi, e deve essere affrontata con solidarietà globale e compassione. Più di quattro milioni di persone al momento hanno lo status di rifugiati, ha detto Ban, riconoscendo l’aiuto fornito dall’Unione europea ed esprimendo speranza per una soluzione più ampia e completa al vertice UE – Africa a Malta nel mese di novembre. Lajcak ha promesso la disponibilità della Slovacchia di partecipare alla soluzione del problema, «convinti della necessità di uno sforzo internazionale congiunto diretto a conseguire soluzioni strategiche durevoli e sostenibili», che dovranno toccare le cause della migrazione illegale. La Slovacchia ha stanziato 21 milioni di euro per affrontare questi problemi in quest’area, 2 milioni per programmi e fondi delle Nazioni Unite, altri 600.000 euro per la prevenzione di conflitti, mediazione e “buoni uffici” dell’Onu, ha detto Lajcak.

Più tardi i due hanno inaugurato presso l’edificio storico del Parlamento una mostra che ripercorre i 70 anni delle Nazioni Unite.

(Red)

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Foto sopra minoritenplatz8 cc-by 2.0, sotto foreign.gov.sk

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