La Siria in numeri: dramma demografico di un Paese in guerra

rifugiati-sfollati-siria_(sgviews CC-BY)

UN’EMERGENZA RIFUGIATI IN CRESCITA – A oggi la dilagante crisi umanitaria che si sta ripercuotendo in maniera massiccia su tutto il “vicinato” della Siria, Europa inclusa, sta vivendo la sua fase più acuta. I campi profughi nei Paesi confinanti non hanno strutture e mezzi sufficienti per sostenere il numero crescente di rifugiati che, di conseguenza, cercano sempre più asilo all’interno dell’Unione europea. Quest’ultima, dal canto suo, si trova in una situazione di estrema difficoltà a livello decisionale, e si affanna per trovare accordi volti alla gestione, all’inserimento e alla distribuzione dei rifugiati entro i propri confini. A tale proposito, il 22 settembre il Consiglio “Giustizia e Affari interni” dell’Unione Europea ha deciso di trasferire 120.000 profughi e di mettere in pratica il sistema degli “hotspot” ovvero un piano di assistenza operativa da parte delle agenzie dell’Unione europea nelle aree soggette ai flussi migratori più intensi: i primi Paesi a beneficiare di questa strategia, ha dichiarato il Commissario Avramopolous, saranno l’Italia e la Grecia. Sebbene, insomma, l’impatto “esterno” della crisi umanitaria siriana sia piuttosto evidente, le conseguenze “interne” lo sono molto meno: quali sono gli effetti sociali e demografici che questo esodo – il più grande mai registrato dalla Seconda guerra mondiale a oggi – sta provocando alla Siria stessa? Guardando ai numeri emerge un quadro sconfortante, che fa presagire un futuro preoccupante per uno Stato che nei libri di storia è ricordato come la “culla della civiltà”.

Prosegui la lettura su ilcaffegeopolitico.org

__
Foto campo rifugiati in Siria 2014 (Sharnoff’s Global Views cc-by 2.0)

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.