Strasburgo, Fico ai parlamentari S&D: non vedo ragioni per cambiare idea sui migranti

fico_(eucouncil@flickr)

Parlando ieri a Strasburgo davanti agli Europarlamentari che sono membri dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D), e al presidente del PSE Sergei Stanishev, il primo ministro slovacco Robert Fico ha detto che il governo slovacco non ha visto alcun cambiamento che potrebbe fargli cambiare idea dall’intenzione di presentare una querela contro le quote obbligatorie di migranti approvata a maggioranza due settimane fa dai ministri degli Interni dell’UE. L’incontro è avvenuto per iniziativa dello stesso Fico, che ha voluto comunicare direttamente l’atteggiamento del suo Paese nel confronto dell’attuale crisi migratoria, ed evitare le distorsioni dei media.

È diritto dei paesi membri presentare un ricorso, ha detto Fico ai parlamentari. Abbiamo otto settimane per farlo, e «sarebbe strano criticare un Paese se questi utilizza questo strumento giuridico». Come ha detto ai media, Fico a Strasburgo non è arretrato «nemmeno di un centimetro» dalle sue precedenti dichiarazioni.

Il presidente del PSE Stanishev avrebbe apprezzato il fatto che Fico abbia il dibattito all’interno del partito di propria iniziativa. Ma il premier slovacco è convinto che i deputati non abbiano alcun diritto di decidere sull’appartenenza del suo partito Smer al PSE. La crisi delle migrazioni, ha detto Fico, non dovrebbe essere considerata solo ideologicamente, perché c’è il rischio che mentre i partiti politici classici finiscano all’opposizione, a decidere sui migranti saranno «pazzi e mezzi pazzi» di partiti estremisti.

La Slovacchia è comunque pronta ad offrire diverse soluzioni alla crisi, come la creazione di zone cuscinetto in Siria, contribuire finanziariamente (con 21 milioni di euro) alle operazioni dell’agenzia Frontex per proteggere le frontiere esterne di Schengen e nel distinguere i rifugiati reali dai migranti economici.

Fico ha lamentato di essere stato accusato di dire che “la Slovacchia è per gli slovacchi e non per le minoranze”. «Se avessi detto una cosa del genere, la minoranza ungherese in Slovacchia mi avrebbe fatto a pezzi», ha spiegato Fico.

Dopo lo scambio di opinioni a porte chiuse, durato oltre un’ora, il presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo Gianni Pittella, che aveva invitato il PSE a sospendere Robert Fico e il partito slovacco Smer-SD per il rifiuto ostinato delle quote di migranti e la volontà di fare causa all’UE su questo tema, ha detto che è iniziato un confronto, che deve continuare. Fico ha chiarito alcune sue posizioni, ha detto, questo «è un primo passo, ma ancora non sufficiente».

Il “processo” a Fico è appena iniziato, e Pittella ha giudicato le affermazioni del premier slovacco insufficienti, in particolare quando negava di aver pronunciato alcune frasi forti riportate sui media, e per le quali era stato accusato di discriminazione nei confronti dei rifugiati musulmani. Se il governo della Slovacchia dovesse presentare un ricorso alla Corte UE per le quote obbligatorie approvate di recente (che assegnano a Bratislava 802 rifugiati), sarebbe una «brutta cosa», in contrasto sia con l’opinione comune del socialismo europeo che coin la decisione dei ministri degli Interni UE a maggioranza qualificata, ha detto il capogruppo S&D.

(Red)

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Foto EU Council cc-by-nc-nd 2.0

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