Cara Europa, noi, 5105 cittadini della Repubblica Ceca, vogliamo dirti qualcosa

immig_(RebeccaHarms@wikimedia)

Cara Europa,

avrai ascoltato le dichiarazioni dei nostri politici e potresti aver pensato che siamo un po’ ipocriti e che non apprezziamo l’essere membri dell’Unione Europea. Ti potrebbe sembrare che ci siamo scordati il nostro doloroso passato, nel quale i nostri cittadini sono stati costretti ad abbandonare il Paese: 80.000 ebrei durante l’Olocausto, milioni di tedeschi, spesso antifascisti, dopo l’Olocausto, 25.000 cecoslovacchi nel 1948 e circa 300.000 persone dopo il 1968.

Probabilmente ti chiederai cosa è accaduto al Paese che ha dato i natali a Karel Čapek, Tomáš Garrigue Masaryk, e Václav Havel. Quando è stato il momento in cui i cechi sono diventati così indecisi, scettici e codardi? Cosa è successo agli ideali di solidarietà generosità e umanità? Niente paura! Non siamo così male. Questa è soltanto l’impressione che sta dando la nostra classe politica.

Per favore, credeteci, siamo solidali con i popoli che sono stati privati delle proprie case, che sono impossibilitati a crescere e a educare i propri figli, e sviluppare le proprie abilità intellettuali in tutta serenità, che sono impossibilitati, ora, a condurre una vita normale. E noi, così come voi, siamo imbarazzati dalla reazione e dalla passività del nostro governo, ed è per questo che abbiamo deciso di fare noi qualcosa a riguardo.

Leggi il resto del testo in italiano su EastJournal.net.

Il testo originale, in nove lingue, è pubblicato all’indirizzo www.deareurope.cz/en.


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Foto Rebecca Harms cc-by-sa 2.0

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2 Commenti

  1. Il numero 2748 era aggiornato a quando è stata fatta o pubblicata (ieri) la traduzione. Andando sul sito originale (all’indirizzo http://www.deareurope.cz) vedrà il numero attuale, che evidentemente sta aumentando.

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