Kiska: l’immigrazione sta polarizzando la campagna elettorale

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Il presidente Andrej Kiska ha annunciato ieri, da ospite del programma tv ‘O 5 Minut 12’ di RTVS, che ha chiesto al presidente del Parlamento Peter Pellegrini di fissare un termine per un suo discorso alla camera sul tema della crisi migratoria e della posizione della Slovacchia in Europa relativamente al rifiuto espresso dal paese sulle quote obbligatorie.

«La crisi dei rifugiati è diventata un argomento popolare ed è molto utile ai partiti politici. Con le elezioni tra pochi mesi, risvegliare la paura dell’ignoto è un modo semplice per garantirsi le simpatie degli elettori. È più difficile dire agli elettori che dovremmo mostrare comprensione. È molto più facile, invece, suscitare la xenofobia, che spesso porta al razzismo», ha detto Kiska, secondo l’agenzia Tasr.

Kiska ha detto di non credere che la distribuzione obbligatoria dei migranti tra i paesi membri dell’UE sia una soluzione al problema, ma «dobbiamo esprimere liberamente la nostra volontà e la disponibilità ad accettare un certo numero di persone che vogliono condividere i nostri valori. Avremmo dovuto mostrare la nostra volontà di aiutare in questo, ma non lo abbiamo fatto».

La Slovacchia, pur essendo un piccolo paese, ha il diritto di esprimere il proprio parere, ha detto il presidente. Ma lui si aspetta che il governo slovacco accetti la decisione della UE per distribuire 120.000 immigrati tra i vari paesi membri. «La Costituzione afferma che noi rispettiamo e osserviamo i trattati internazionali. La decisione del Consiglio dell’Unione europea è vincolante per noi», ha detto Kiska. Se il governo ha argomentazioni pertinenti per contestare la decisione, ha aggiunto, ha il diritto di andare avanti con il reclamo alla Corte Europea di Giustizia. Ma in ogni caso questo non ci autorizza «ad ignorare la decisione dei ministri degli Interni europei».

La Slovacchia, con la sua posizione intransigente, sta isolandosi dal resto dell’Europa. L’Ue in fin dei conti non chiede troppo al paese, e il numero di migranti previsto [802 richiedenti asilo da accogliere in due anni – ndr] è trascurabile, ha detto Kiska.

(Red, Fonte Tasr)

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Foto prezident.sk

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