Volkswagen, l’impatto dello scandalo nell’Est Europa

Il gruppo Volkswagen realizza in Europa centrale un quarto della sua produzione continentale. Praga e Budapest potrebbero perdere 1,5 punti di Pil. In Slovacchia il gruppo dà lavoro a 9000 persone.

volkswagen suv produzione (foto_volkswagen.sk)

Senza girarci troppo intorno: l’automotive è la leva primaria, all’interno del tumultuoso processo di trasferimento produttivo dalla “vecchia” alla “nuova” Europa, iniziato dopo il 1989 e tutt’ora in corso. Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia, dell’auto sono veri pilastri. Le loro economie sono legate a filo doppio a questo comparto. I loro territori ospitano impianti di tutti i grandi player mondiali. Dunque anche quelli tedeschi. Volkswagen, logicamente non manca all’appello.

Il “diesel gate”, che rischia di incrinare la credibilità granitica di cui la casata di Wolfsburg gode, suscita così una certa apprensione oltre la linea dell’ex cortina di ferro, dove il colosso tedesco ha sfornato nel 2014 un milione e 200mila veicoli: un quarto della sua produzione europea.

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Foto: la fabbrica VW a Bratislava (volkswagen.sk)

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