Commissione UE: antisemitismo e islamofobia in aumento in Europa

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La Commissione europea ha messo in guardia giovedì 1 ottobre sull’aumento dei sentimenti di antisemitismo (definito “mostro secolare”) e islamofobia in Europa, una cosa che secondo il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, responsabile dello Stato di diritto, non è certo “una sorpresa”, insieme ai timori di terrorismo e alla paura del nuovo e dello straniero dovuta alla crisi dei rifugiati. Durante le crisi gli europei tendono a incolpare gli altri, ha detto Timmermans, ed è responsabilità dei politici di “mettere la questione in prospettiva” e smettere di individuare intere comunità come una minaccia.

«La stragrande maggioranza delle comunità musulmane in Europa non sono assolutamente una minaccia, ma rendono le nostre società più forti», ha detto alla stampa prima di una riunione di leader religiosi con la società civile sui diritti fondamentali. Noi «abbiamo la responsabilità di smantellare quella paura, e non è il caso di mettere sotto accusa una intera comunità quale pericolo per il resto della società», ha aggiunto.

L’islamofobia, che è una novità nelle società europee, è direttamente collegata con l’antisemitismo, secondo il commissario olandese, e ha simili effetti di odio e discriminazione.

Un sondaggio di Eurobarometro mostra che i musulmani sono il gruppo religioso meno accettato in Europa: solo il 61% degli intervistati si sentirebbe pienamente a proprio agio con un collega di lavoro musulmano, e il 43% sarebbe d’accordo su una relazione dei loro figli adulti con una persona musulmana.

Solo nella prima metà del 2015 il Ministero degli Interni tedesco ha registrato 202 attacchi contro le abitazioni dei richiedenti asilo. Mentre un sondaggio dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’UE riporta il crescente antisemitismo in Europa: il 73% degli intervistati è convinto di un peggioramento del sentimento di odio e repulsione verso gli ebrei sulle piattaforme online negli ultimi cinque anni. Ma su questo la Commissione può fare poco, e gli strumenti legali a disposizione sono insufficienti. Leggi l’articolo per intero su Euobserver.com.

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Foto Angela (Angie) Accarrino cc-by-nc-nd 2.0

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