Fico: il nostro ricorso contro le quote chiarirà un po’ di cose nella UE

Robert-Fico (foto_vlada.gov.sk)

L’azione legale che il primo ministro slovacco Robert Fico vuole intraprendere contro la Commissione europea sui contingenti obbligatori di rifugiati non danneggerà la reputazione della Slovacchia all’estero, ha detto lo stesso Fico domenica alla trasmissione “O 5 minut 12” della tv pubblica RTVS. Piuttosto è vero il contrario, sostiene il premier: è un passo legittimo, che contribuirà a chiarire diverse questioni. La Slovacchia presenterà la querela alla Corte di giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo entro due mesi dall’annuncio della decisione dei ministri degli Interni dell’UE (avvenuta lo scorso martedì 22 settembre). «Come paese sovrano rifiutiamo i dettami di una maggioranza», ha ricordato Fico. Un punto non condiviso dal numero uno del primo partito di opposizione Jan Figel (KDH), anche lui presente al programma, che invece è convinto che tale azione eclatante stia peggiorando la posizione della Slovacchia in Europa e la sta portando all’isolamento.

Fico e Figel sono comunque entrambi d’accordo nel dire che le quote obbligatorie dell’UE sono prive di senso, e che i problemi della crisi migratoria vanno invece affrontati alla radice, nei paesi in cui hanno origine i flussi di migranti verso l’Europa.

Anche il partito conservatore Most-Hid ha invitato il primo ministro a lasciar perdere. La direzione del partito ha emesso una nota nella quale dice che questa operazione porterà a cambiare il modo i cui i paesi partner vedranno la Slovacchia, e questo sicuramente danneggerà il paese. Meglio cambiare idea subito, suggerisce il presidium, prima di alienarci i favori del resto dell’Unione. «I valori che condividiamo con l’Europa non possono essere deliberatamente cestinati per una reazione isterica e populista», dice la nota; «nemmeno il più forte paese europeo può affrontare tali problemi da solo[…] Dobbiamo ricordarci che l’adesione all’Unione europea è stata volontaria quale espressione della maggioranza della nazione».

Intanto il presidente ceco Miloš Zeman, che è noto per le sue prese di posizione forti e controverse, ha telefonato a Fico venerdì per congratularsi con lui per il coraggio espresso sul rifiuto delle quote di rifugiati. Il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka, tuttavia, ha detto di non voler seguire la Slovacchia in questa azione, preferendo non acuire le tensioni.

Martedì scorso i ministro degli Interni della UE hanno approvato il reinsediamento di 120.000 richiedenti asilo oggi domiciliati in Italia, Grecia e Ungheria. La decisione è stata presa a maggioranza qualificata, con la Slovacchia, insieme all’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Romania, che hanno votato contro le quote e la Finlandia si è astenuta.

(Red)

Foto vlada.gov.sk

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google