Europa, con i migranti è in gioco il nostro futuro

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Quando si vuole capire qualcosa rispetto a fenomeni drammatici ed epocali e ai comportamenti individuali e collettivi generati da essi, occorre riprendere in mano gli scritti di chi ha vissuto e riflettuto su situazioni estreme. Primo Levi è un testimone ineludibile. Come esercizio di umanità bisognerebbe ogni tanto rileggere “I sommersi e i salvati”, il libro in cui Levi sviscera i risvolti più profondi, terribili e scomodi dell’universo concentrazionario che lo ha visto fortunoso superstite. Il pensiero di Levi ha sicuramente al centro l’incomprensibile e demoniaco unicum rappresentato dallo sterminio nazista, ma incrocia, con una lucidità a tratti spiazzante, i temi della violenza inutile, del rapporto con il potere, del ruolo della propaganda, dell’ottundimento della coscienza di fronte al male, dell’istinto di sopravvivenza  che fa dimenticare il mondo circostante. Come già esplicitato dall’autore, le sue riflessioni su questi ultimi argomenti vanno oltre la particolare situazione dei Lager nazisti, ma investono altre realtà più vicine a noi fino a bussare alle porte della nostra quotidianità. Le parole di Levi entrano come una lama nell’intimo.

Gli eventi degli ultimi giorni relativi all’ondata migratoria in atto possono essere riletti  alla luce de “I sommersi e i salvati”. Uno dei capitoli del libro parla della violenza inutile, gratuita, solamente fine a se stessa, fatta di piccoli e grandi soprusi. Una volta entrati in questo terrificante corto circuito, la differenza tra le varie forme di violenza è soltanto quantitativa, non qualitativa. Così come ieri Levi descrive il Kapo che picchia un prigioniero, che gli rovescia la scodella con il poco cibo a disposizione, oggi possiamo vedere la giornalista che sgambetta il profugo in fuga con in braccio un bambino. Perché lo ha fatto? Probabilmente è impossibile trovare una spiegazione razionale se non quella, che razionale non è, di un istinto alla prevaricazione insito nel cuore umano che ogni tanto si concretizza in maniera lampante.

[Articolo del 18/9/2015 di Piergiorgio Cattani]

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Foto: siriani a Vienna, settembre 2015 – Josh Zakary cc-by-nc-2.0

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