100 anni fa l’accordo di Cleveland, primo atto per l’indipendenza ceco-slovacca

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Il vice primo ministro e ministro degli Affari esteri Miroslav Lajcak ha partecipato a Cleveland, negli Stati Uniti, alle celebrazioni per il 100° anniversario della firma dell’accordo di Cleveland, il primo documento programmatico su una azione comune di cechi e slovacchi nella lotta per la liberazione nazionale. La festa, che era parte della Giornata del Patrimonio slovacco organizzata dal Cleveland Museum of Natural History, ha visto la presenza di numerosi membri della comunità della diaspora slovacca e di rappresentanti della sfera politica e sociale dello stato dell’Ohio. A cavallo del secolo XX, Cleveland era il centro della comunità slovacca negli Stati Uniti. Secondo le stime vi abitano oggi più di 20.000 slovacchi e loro discendenti.

L’accordo di Cleveland (Clevelandská dohoda) fu il primo documento che espresse formalmente la volontà di cechi e slovacchi di creare uno stato congiunto di due nazioni uguali, e viene considerato l’avvio della campagna politica slovacca per l’indipendenza al di fuori dell’Impero austro-ungarico. Il documento, firmato nel mese di ottobre 1915, mentre l’Europa era scossa dalla prima guerra mondiale, gli esuli slovacchi in America cominciarono a spingere gradualmente per una uscita dal controllo austro-ungherese in unione con i cechi, con uno stato federale ceco e slovacco dove la Slovacchia avrebbe avuto la sua autonomia. Il 22 ottobre 2015 fu siglato un accordo, dopo mesi di trattative, tra la Lega Slovacca d’America e l’Associazione Nazionale Boema, e prevedeva una collaborazione con altre nazioni balcaniche del vasto universo imperiale. L’accordo fu superato, il successivo 31 maggio 1918, dall’accordo di Pittsburgh. L’intesa tra cechi e slovacchi d’America firmata nella principale città della Pennsylvania prevedeva la creazione di una Cecoslovacchia indipendente, cosa che avvenne il 18 ottobre 1918, quando, dopo il crollo della casa imperiale, il primo firmatario Tomas Garrigue Masaryk dichiarò l’indipendenza della Cecoslovacchia e venne eletto primo presidente della Repubblica Cecoslovacca nel mese di novembre.

Questo secondo accordo prevedeva uno stato unitario di cechi e slovacchi, dove la Slovacchia avrebbe avuto la sua amministrazione, una dieta (parlamento) e indipendenza nei tribunali, oltre al diritto allo slovacco come lingua ufficiale nelle scuole e nella vita pubblica. Spariva, tuttavia, da questo secondo documento, la necessità di stabilire uno stato federativo. Masaryk, ‘padre nobile’ della Cecoslovacchia, e i politici cechi pensavano che gli slovacchi non erano ancora abbastanza maturi per potersi governare da soli. Più prosaicamente, si pensava che una autonomia degli slovacchi avrebbe portato a simili rivendicazioni da parte della forte minoranza tedesca, e poi di quelle rutena e ungherese.

Il ministro Lajcak, aprendo le celebrazioni a Cleveland, accompagnato dall’ex Ambasciatore americano a Bratislava Theodore Sedwick, che ha concluso il suo mandato poche settimane fa, ha detto che «Gli slovacchi che nel 1915 hanno firmato l’accordo di Cleveland sarebbero orgogliosi della Slovacchia di oggi. Il nostro viaggio verso il raggiungimento degli obiettivi che figurano in quel documento è stato lungo e non sempre facile, ma oggi rappresenta una storia di successo». Lajcak ha elogiato il ruolo di slovacchi americani e i tradizionali rapporti tra la Slovacchia e Stati Uniti.

(La Redazione)

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Foto FB/Miroslav Lajcak

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