Figel: Fico sta isolando la Slovacchia con l’iniziativa della causa alla UE

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I cristiano democratici (KDH) non sono d’accordo con la decisione presa a maggioranza dai ministri degli Interni dell’Unione europea martedì, che hanno approvato la redistribuzione dei migranti sulla base di quote vincolanti, ma comunque vogliono rispettare la risoluzione. Lo ha detto ieri il leader KDH Jan Figel in una conferenza stampa, sottolineando che il partito cristiano democratico – il secondo partito in parlamento, e il primo dell’opposizione – non è invece affatto d’accordo con l’intenzione del primo ministro Fico di sfidare l’UE intraprendendo un’azione legale contro la decisione sulle quote. Figel dice che il premier, con la sua posizione intransigente e l’intenzione di ignorare quanto deciso a Bruxelles, sta portando la Slovacchia a un isolamento all’interno dell’Unione. Inoltre, Robert Fico sta agendo «in violazione degli impegni presi dalla Slovacchia nei confronti l’Unione europea».

Figel ha criticato i socialdemocratici (Smer-SD) di mettere in questo frangente l’interesse del partito davanti a tutto, in vista delle prossime elezioni generali di marzo. La causa che il premier vuole intentare presso la Corte europea di Giustizia, secondo gli esperti è dubbia, oltre che fatta senza il mandato del parlamento.

KDH, che continua a criticare il sistema di quote votato in UE, crede però che la Slovacchia sia in grado di aiutare (tradotto: accogliere) un numero ben maggiore di persone che non le 100 indicate dal governo. «Schengen è in coma, ma non è morto», ha detto Figel secondo Tasr. «Dobbiamo ripristinare la fiducia in una politica migratoria comune. È necessario che Frontex, l’agenzia che gestisce le frontiere esterne dell’UE, diventi una vera forza europea con piene responsabilità», a protezione dei confini e degli abitanti dei paesi membri UE. «Il fuoco», ha sottolineato Figel, «deve essere spento dove ha avuto origine», invitando a risolvere i conflitti nei paesi di origine dei migranti.

Una posizione simile a quella di KDH è stata espressa ieri anche dai parlamentari di opposizione Daniel Lipsic (NOVA) e Igor Matovic (leader di OLaNO). Robert Fico, hanno detto, ha dato il suo assenso al sistema di quote obbligatorie dei migranti già nel 2008, quando accettò il Trattato di Lisbona senza riuscire a ritagliarsi la posizione di privilegio, con le deroghe connesse, che ha ottenuto ad esempio la Danimarca. La carta di Lisbona prevede che, se uno o più Stati membri si trovano in una situazione di crisi a causa di afflusso improvviso di cittadini di paesi terzi, il Consiglio dei ministri UE è autorizzato ad approvare misure temporanee proposte dalla Commissione europea a favore di alcuni Stati membri. Fico già ha dato il consenso a questo sistema nel 2008, quando minacciò di dimettersi se il trattato non fosse stato approvato [parlamento], ha detto Lipsic. E dunque ora il premier non può strillare contro regole che lui stesso ha promosso, gli ha fatto eco Matovic.

Le quote, dicono entrambi, non sono una soluzione ragionevole, ma il comportamento irresponsabile del primo ministro porta i politici europei a non considerare quelli che sembrano i bronci di un bambino capriccioso. Le probabilità di successo della Slovacchia in una causa alla Corte europea in Lussemburgo sono praticamente nulle, dicono i due citando pareri di esperti illustri. Inoltre, dicono, il numero di rifugiati che la Slovacchia ha proposto di accettare – 100 persone, di origine siriana – è «scandalosamente basso», se si pensa che la Romania, un altro paese che rifiuta le quote, ha offerto di prenderne in carico 1.700.

A queste critiche il premier Fico ha risposto sempre ieri, in una conferenza stampa straordinaria. Un tipico discorso pre-elettorale. KDH, OLaNO e NOVA sottoscrivono le quote obbligatorie decise e Bruxelles, ha detto. Gli slovacchi «devono sapere che, se questi partiti politici fossero oggi al governo, avrebbero consentito a un gran numero di persone, di cui non sappiamo nulla, di venire in Slovacchia sulla base del diktat dell’UE. Questi rifugiati devono essere reinsediati qui con tutte le conseguenze che ciò potrebbe comportare per la Slovacchia», ha detto Fico.

L’opposizione ha votato insieme a Smer-SD per rifiutare le quote, «ma ora fa dietro-front e critica il governo perché vuole portare avanti un approccio di principio alla questione, e coerente, fino alla fine», ha detto Fico. «Ci criticano per fare bene il nostro lavoro».

(La Redazione)

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Foto Maso Notarianni cc-by-nc-nd 2.0 (Lampedusa 2014)

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