L’industria traina la crescita, le famiglie ed il Governo risparmiano

Secondo una comunicazione pervenuta dall’analista Lubomir Korsnak di UniCredit Bank, i dati dell’Ufficio di Statistica confermano un grosso aumento dell’economia nel secondo trimestre 2010 dell’ordine del 4,7% annuale. In confronto con il trimestre immediatamente precedente si tratta di una crescita dell’1,2%, che annualizzato sarebbe quasi del 5%. Come una delle cause di crescita del PIL si potrebbe indicare l’aumento della domanda estera; il solo export ha contribuito alla crescita dell’1,8%, nonostante il suo rallentamento (calcolo di UniCredit Bank). Sembra essersi risvegliato anche il consumo interno, che ha contribuito ad una crescita del PIL in misura del 2,9%. Bisogna ricordare che l’aumento del PIL è frenato anche dalle scorte di semilavorati e materiali. Tutti gli altri indicatori del consumo interno continuano a calare inesorabilmente e nemmeno la stabilizzazione del mercato del lavoro ed il leggero innalzamento dei salari medi non hanno innescato i consumi nella maniera aspettata (-0.7% di calo sul trimestre precedente, calcolo UniCredit Bank destagionalizzato). Dopo l’innalzamento del primo trimestre si è osservato anche un calo nella spesa pubblica (-0.9%) e si è interrotto il trend positivo del primo trimestre anche per quanto riguarda la creazione di capitale fisso. Visti i dati, la previsione di crescita del PIL di UniCredit rimane invariata, ovvero 4,3% quest’anno per arrivare al 3,5% il prossimo anno in seguito alla minor dinamica del commercio estero e alle minori spese per infrastrutture.

(Fonte UniCredit Bank)

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