Polizia: alle frontiere non controlli sistematici ma un vasto ‘monitoraggio’

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Lunedì la Slovacchia, seguendo la simile iniziativa della Germania, introdotto nuovamente dei controlli di frontiera ai confini con Ungheria e Austria. Per farlo, avrebbe dovuto informarne Bruxelles, dato che la misura va contro alla libertà di movimento garantita da Schengen; e in effetti Bruxelles non è stata informata. A spiegarlo è stato il capo della polizia slovacca Tibor Gaspar, che in una conferenza stampa dello stesso giorno ha detto che è stata anche introdotta una “misura di compensazione” che include “attività di monitoraggio”, una mossa che evita il passaggio dalla Commissione europea.

Per mettere in atto il provvedimento, ha detto Gaspar, sono stati chiamati 220 agenti in più, che fino a nuovo avviso aiuteranno a monitorare la frontiera lontano dai varchi doganali. I controlli non sono sistematici, ma decisi dalle singole pattuglie su veicoli e persone in base alle necessità del momento. In particolare, la massiccia presenza della polizia lungo la frontiera ha lo scopo di fermare i trafficanti di esseri umani e i migranti illegali. Anche i vigili del fuoco sono impegnati a pattugliare il fiume Danubio, che segna oltre metà del confine con l’Ungheria e in parte con l’Austria.

Ma compito della Slovacchia, ha ricordato Gaspar, è di proteggere soprattutto il confine esterno dell’area Schengen, ovvero il confine con l’Ucraina, dove ultimamente non ci sono novità sul fronte dell’immigrazione clandestina.

(Red)

Foto frontex.europa.eu

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