Euro, tutti i vantaggi della Germania

L’opinione pubblica tedesca è stata educata a pensare di essere la spina dorsale di un’Europa in cui gli altri Paesi sono fardelli che pesano su di lei. Ma è proprio così?

soldi euro eurozona (alles-schlumpf@flickr)

A metà luglio, lo storico Jacob Soll scriveva sulle pagine del New York Times a proposito di un convegno sul debito greco tenutosi in Germania: “Alla fine della sessione, i partecipanti locali mi hanno avvicinato per spiegarmi come I greci stiano derubando I tedeschi e dirmi che erano stufi di essere vittime”. L’opinione pubblica tedesca è stata educata negli ultimi 20 anni a pensare di essere la spina dorsale di un’Europa in cui gli altri Paesi sono fardelli che pesano su di lei. Ma un’analisi più attenta mostra una situazione diversa.

Il contributo finanziario tedesco all’Unione, benché non trascurabile nel bilancio europeo, è poca cosa se confrontato con il PIL tedesco: nell’arco del settennato 2007-2013, la differenza fra quanto versato da Berlino a Bruxelles e i contributi ricevuti da istituzioni, imprese e cittadini tedeschi nell’ambito dei programmi europei è oscillata tra i 6 e i 13 miliardi annui, ovvero meno dello 0,5% del reddito nazionale e un centesimo circa della complessiva spesa pubblica tedesca.

Ben più consistenti sono stati, negli anni seguiti allo scoppio della crisi, i benefici della moneta unica per l’economia e le finanze pubbliche tedesche.

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Foto Daniela Hartmann cc-by-nc-sa

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