Fico e Yatsenyuk: raddoppio Nord Stream è una presa in giro dell’Europa occidentale

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L’espansione della capacità di trasporto del gasdotto Nord Stream che è stata annunciata di recente è un progetto anti-ucraino e anti-europeo, ha detto giovedì il primo ministro dell’Ucraina, Arseniy Yatsenyuk, dopo colloqui a Bratislava con il suo omologo slovacco Robert Fico. Fico non la pensa diversamente, anzi, e del memorandum siglato dal colosso del gas russo Gazprom con alcuni gruppi energetici dell’Europa occidentale (E.On, Shell e OMV) per raddoppiare il gasdotto ha detto: «Ci prendono per idioti. Non si può parlare per mesi di come stabilizzare la situazione [in Ucraina – ndr] e poi prendere una decisione che mette l’Ucraina e la Slovacchia in una posizione scomoda».

I due paesi, che oggi sono sulla rotta del gas (e del petrolio) che da Mosca raggiunge i paesi dell’Europa centrale e occidentale, e che incassano lauti compensi dall’utilizzo delle condotte sul proprio territorio, perderanno centinaia di milioni di euro di entrate ogni anno, secondo Fico, il quale dice: «Ci hanno tradito», riferendosi non sono ai soggetti firmatari, ma ai governi che vi sono dietro. L’operazione, secondo lui, contrasta con gli accordi politici assunti in occasione del Consiglio europeo, e dice che porterà la questione al vertice Ue del prossimo mese.

La perdita stimata di proventi per il gestore del trasporto del gas Eurostream (di cui lo Stato è comproprietario) è dell’ordine di 800 milioni annui. Mentre l’Ucraina, dice Yatsenyuk, perderà 1 miliardo e mezzo all’anno di reddito. E ricorda che questa operazione non porterà alcun vantaggio sul fronte dell’indipendenza energetica dell’UE. Il percorso attuale attraverso l’Ucraina (e la Slovacchia) è anche il più breve, ha sottolineato il premier ucraino.

Il progetto inoltre «ignora completamente gli interessi della Polonia», ha lamentato nei giorni scorsi il presidente polacco Andrzej Duda, e danneggia l’unità dell’Europa di fronte a ciò che definisce come “l’aggressione” della Russia in Ucraina. Anche il premier ceco Sobotka ha criticato il progetto di espansione, che riducendo gli introiti e la forza strategica dell’Ucraina mette in discussione la solidarietà dell’Unione europea con Kiev.

Il primo ramo del Nord Stream è stato iniziato nel novembre 2011 e il secondo nel 2012. Il progetto del gasdotto, che dalla Russia raggiunge la Germania attraverso il Mar Baltico, ha un valore di 7,4 miliardi di euro. A settembre Gazprom ha firmato un accordo per portare la capacità totale del gasdotto a 55 miliardi di metri cubi all’anno.

(Red)

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Foto wikicommons

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