Lipsic: assalitore ferito da Polizia prima di suicidarsi. Spisiak: non era un soldato

L’uomo armato che ha sparato Lunedi uccidendo sette persone, di cui cinque membri di una famiglia rom nel proprio appartamento, nel distretto di Bratislava Devinska Nova Ves, è stato identificato come Lubomir Harman, di 48 anni, vicino di casa della suddetta famiglia, ha comunicato Martedì in conferenza stampa il Ministro degli Interni slovacco Daniel Lipsic. Secondo lui l’autopsia ha rivelato che prima di suicidarsi Harman è stato colpito alla parte sinistra del petto da un agente di Polizia. «Solo in seguito […] si è sparato alla testa con il suo fucile d’assalto», ha spiegato Lipsic, aggiungendo che la ferita al petto sarebbe stata fatale. Lipsic ha ancora ringraziato gli agenti di Polizia e i soccorritori, nonché i medici che hanno contribuito a garantire che il bilancio delle vittime non fosse più elevato, e ha descritto l’azione della Polizia “professionale”.

Il massacro di Lunedì porterà a modifiche legislative, il Ministro ha detto infatti che preparerà un emendamento per rendere i fucili automatici vietati anche a fini sportivi. Ha anche detto che le condizioni per ottenere il porto d’armi saranno più severe e che i test psicologici per i proprietari d’armi da fuoco dovranno essere ripetuti ogni cinque anni. «Non è giusto che ci siano armi funzionanti nelle mani di chi può rappresentare una minaccia per la gente normale», ha detto Lipsic. Dal 1° Settembre 2010, tutte le unità di Polizia in servizio avranno un’arma automatica (una mitraglietta Skorpion 61) a loro disposizione.

Il capo della Polizia slovacca Jaroslav Spisiak ha poi affermato che Lubomir Harman non era un militare di carriera, come è stato più volte affermato dai media. Harman, 48 anni, fece soltanto il servizio militare obbligatorio nel 1980, ma non è mai stato un professionista e non aveva precedenti penali. Era membro di un club di tiro, e deteneva legalmente sei armi, tra le quali il fucile d’assalto Vz.58 che ha sparato, ha detto Spisiak. Anche questo contraddice l’idea, più volte detta e scritta, che le armi fossero illegali. Il fucile d’assalto poteva essere detenuto solo per fini sportivi, regolato a regime semi-automatico, piuttosto che completamente automatico. Si sta ancora investigando se Harman avesse modificato il fucile per essere automatico, in questo caso illegalmente. Era amico del capo di un club di tiro che avrebbe detto che Harman non ha mai mostrato alcun comportamento aggressivo o ostile, né ha mai parlato di eventuali conflitti con i vicini.

Per quanto riguarda il profilo sociale di Harman, Spisiak ha detto che proveniva da una famiglia normale, i suoi genitori sono ancora vivi ed ha un fratello e una sorella. Non si è mai sposato, viveva da solo ed era vicino di casa delle vittime, che – secondo il capo della Polizia – avevano una vita sociale molto vivace e ricevevavno molto spesso visite. Una delle vittime era un ragazzo di 12 anni. I vicini hanno affermato di non comunicare molto con loro, e non avrebbero avuto con loro alcun conflitto, ha concluso Spisiak.

Nel frattempo si registra un’evoluzione nelle condizioni dei tre feriti in gravi condizioni. Sia un poliziotto che è stato colpito al volto che un giovane colpito alla clavicola sono usciti, rispettivamente Martedì e Mercoledì, dal coma indotto. Rimangono invece gravi, ma stabili, le condizioni del cittadino ceco.

Sebbene molti media stranieri non hanno avuto dubbi a motivare il massacro con ragioni a sfondo razziale, non tutti i membri della famiglia colpita erano di etnia rom, scrive il quotidiano Sme di oggi. Solo gli uomini nella famiglia della signora Slezakova erano rom, mentre le donne non erano di origine rom. Nella carneficina di Devinska Nova Ves il 48enne Lubomir Harman ha ucciso tre uomini e tre donne della famiglia Slezak. Inoltre, un’altra persona è caduta morta quando Harman ha iniziato a sparare indiscriminatamente sulla strada. Secondo una vicina degli Slezak le quattro vittime che vivevano nell’appartamento di una stanza erano persone oneste. Problemi sono stati causati invece da due loro parenti che spesso venivano in visita e che pure sono rimasti vittime, hanno aggiunto i vicini. Secondo il capo della Polizia Jaroslav Spisiak i vicini di casa hanno detto che Harman non comunicava, ma neanche aveva mai avuto conflitti con loro. Non è chiaro se Harman aveva risentimento verso i rom, ma un ex collega dice che «odiava la gente di pelle scura», usava indossare abiti militari e si portava un’arma da fuoco al lavoro.

(Fonte TASR, Sme)

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