Polizia slovacca dai modi brutali, niente sconti a nessuno. Il caso Hlina

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Il personaggio è conosciuto per la sua verve inestinguibile, per la sfrontatezza dei modi e delle sue parole, e soprattutto per l’inventiva che lo porta ad azioni plateali e mediatiche, coperte con piacere da tv, internet e giornali. Lui è Alojz Hlina, imprenditore del settore ristorazione (suoi alcuni locali tra i più frequentati dai turisti a Bratislava), e da questa legislatura deputato del Consiglio Nazionale. Eletto nei ranghi di OLaNO (Gente comune e Personalità indipendenti), ne è uscito per divergenze con il leader e dopo diversi mesi in parlamento come indipendente, da poco si è avvicinato ed è entrato a far parte del gruppo parlamentare di KDH, il Movimento Cristiano Democratico. Siamo curiosi di vedere come una personalità come la sua possa integrarsi in un partito “classico” con le sue regole. Ma ora passiamo ai fatti.

Ieri mattina Hlina si è recato su via Obchodna, una della strade più commerciali della Città Vecchia, e ha iniziato a “murare” con mattoni l’ingresso di una società finanziaria non-bancaria (in slovacco nebankovka). Una società che dall’1 settembre non potrebbe operare, in base a un nuovo regolamento che impone alle società di credito di ottenere la relativa licenza dalla Banca Nazionale (vedi altro articolo).

Poco dopo è intervenuta la polizia, che ha chiesto a Hlina di rimuovere il muro e di andare con loro. Al suo rifiuto, tre agenti lo hanno preso e trascinato verso l’auto di servizio parcheggiata a pochi metri, messo in manette e portato via. Una scena, si direbbe, come ne abbiamo viste in passato anche in Italia, dove gente che protesta viene portata alla stazione di polizia per l’identificazione e poi rilasciata. Ma quello che lascia un po’ basiti qui è la determinazione degli agenti, che non si fermano davanti a un membro del parlamento della repubblica e lo trattano come neanche un criminale mafioso. Niente da invidiare, insomma, ai loro colleghi americani le cui gesta sono ormai note in tutto il mondo.

Nel video che segue si vede il trattamento riservato al malcapitato “disturbatore” della quiete pubblica. Se si tratta così un deputato, c’è da stare poco allegri quando sotto le dita dei poliziotti finisce un semplice cittadino. Sbattuto sul cofano dell’auto di servizio per ammanettarlo, Hlina si oppone e viene atterrato, faccia a terra, e i quattro agenti che lo tengono a lungo sul selciato (uno di essi è di peso sopra il disgraziato) mentre gli mettono le manette. Intorno al gruppo reporter e televisioni, e gente, disgustata per i modi delle forze dell’ordine, che si chiede come questo abbia a che fare con il motto del corpo di polizia slovacco “Pomáhať a chrániť” (Aiutare e proteggere), ben stampato in evidenza sull’auto dove viene portato via Hlina. Un motto che purtroppo viene smentito troppo di frequente. Una brutta giornata per Hlina, ma anche una brutta giornata per l’immagine della polizia slovacca.

Più tardi, nel pomeriggio, il detenuto viene rilasciato, ma su di lui ci sono due potenziali capi di accusa: violazione del diritto di accesso a casa, appartamento o ufficio, nonché di illecita restrizione della libertà personale di terzi. Reati che secondo il capo della polizia Tibor Gaspar possono portare a una condanna da sei mesi a tre anni. Gaspar, che ha tenuto una conferenza stampa sul tema, ha detto di aver visto il video che circolava in internet, e non giudica eccessivo l’intervento dei suoi agenti. Secondo lui «la polizia non ha avuto altra scelta che mettergli le manette». La polizia informerà della cosa il parlamento e un investigatore incaricato del caso deciderà se sporgere denuncia penale contro il deputato per i due presunti reati.

Nel frattempo, Hlina, che aveva chiesto e ottenuto di essere accompagnato all’ospedale in ambulanza per essere medicato, ha anche ricevuto una multa di 30 euro dalla polizia municipale, per l’occupazione non autorizzata di spazio pubblico (il marciapiede di via Obchodna). Secondo il suo avvocato, il deputato aveva precise informazioni sull’attività non conforme alla legge della società di consumo incriminata, attività che l’avvocato definisce criminale, citando in particolare il reato di usura.

Sulla questione si è espresso anche il suo partito, KDH, che ha sottolineato il carattere inadeguato della procedura utilizzata dalla polizia nei confronti del deputato. «È inconcepibile usare violenza fisica per pacificare un qualunque cittadino della repubblica, e certamente non un parlamentare, utilizzando le manette per una tale azione», ha detto il capo dei cristiano-democratici Jan Figel, secondo il quale «la polizia deve essere in grado di determinare il livello appropriato di forza nei suoi interventi. KDH è convinto che il comportamento di Hlina, che ha richiamato l’attenzione su un problema sociale, non era così grave da doverlo sdraiare a terra e legarlo come un pericoloso delinquente. Del resto, il deputato non ha opposto resistenza.

hlina_youtube polizia

Sempre di più, ha concluso Figel, «l’apparato statale attualmente al potere protegge gli interessi degli oligarchi e degli usurai più dei diritti delle persone e degli imprenditori onesti».

È probabile che della questione si occuperà nella riunione prevista per oggi la Commissione per il mandato e l’immunità del parlamento slovacco, la cui autorizzazione è necessaria per l’arresto di un deputato anche se colto nell’atto di commettere un crimine. In ogni caso, l’immunità parlamentare non può proteggere Hlina nel caso di una condanna penale.

Poco prima di costruire il suo muro Hlina scriveva sul suo profilo Facebook: «Volete aiutare le persone a non diventare schiavi finanziari delle società di credito (nebankovky? Se sì, andate in una qualunque filiale della società Pohotovosti-Pôžičkáreň e chiedete un prestito. Se ve lo concedono, chiamate il 158 e denunciate la società alla polizia per aver commesso affari illeciti e crimine di usura. La polizia deve venire a verificare i fatti e controllare la documentazione» della finanziaria. Società che nel frattempo ha informato di essere in regola con la nuova legge. Non concede nuovi prestiti, ma continua a gestire quelli già in essere. Quanto alle nuove richieste, le archivia in attesa di ricevere l’autorizzazione.

Secondo Hlina la cosa è inaccettabile. «Chi prende le decisioni in questo paese? Il parlamento adotta una legge, NBS rilascia una dichiarazione, il Ministero delle Finanze rilascia una dichiarazione e gli usurai continuano ad aprire le loro porte e fornire i loro servizi. Come si possono difendere le persone? Chi entra qui avrà la vita rovinata sotto la santificazione della legge».

Hlina è ormai entrato nel mito, con le sue operazioni al limite del legale che però hanno un filo rosso di fondo: sono azioni in difesa dei cittadini, della decenza e dell’onestà, che ognuno di noi vorrebbe fare almeno una volta nella vita. Ma a fermarci sono in genere le paure delle conseguenze. E Hlina questo lo sa bene, e fa vasto uso di tali maniere per ingraziarsi il pubblico, lasciando aperte domande come “Questa è politica o antipolitica? Hlina è un populista? Aiuta oppure no la salvaguardia dei diritti dei cittadini?”. Va detto che dietro a modi eccessivi, a volte un po’ da pagliaccio, porta all’attenzione generale temi che la politica in genere trascura – o ne parla sottovoce.

(La Redazione, e fonte aktuality.sk/HNonline.sk)

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Foto: pagina Facebook alojz.hlina

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