65 anni fa la cacciata delle suore dai conventi slovacchi

suore_relig_(wiki_CC0)

A Bratislava, presso il Monumento alle vittime del regime comunista su Jakuboko Namestie, si è tenuta la scorsa settimana una commemorazione per le suore che nell’agosto 1950 furono sfrattate dai conventi slovacchi, una operazione che l’allora regime comunista cecoslovacco chiamò con il nome ‘Azione Monache’ e che seguiva una identica operazione di alcuni mesi prima per svuotare i conventi maschili (‘Azione K’, dell’aprile 1950, quella che la chiesa ricorda come “la notte dei barbari”).

Gli ordini religiosi femminili hanno visto una prima ondata di sgombri con la cosiddetta “Azione R” (Akcia rehoľníčky) il 29 agosto 1950, quando il regime prese di mira principalmente le suore attive nel campo dell’istruzione, lasciando per il momento al loro posto quelle che lavoravano negli ospedali in attesa di trovare un rimpiazzo. Quel giorno furono prese quasi 2.000 suore da 137 conventi, e portate in 16 campi di concentramento in tutta la Slovacchia, dove sono state costrette in buona parte a lavorare i campi, spesso vivendo direttamente in pessime condizioni nelle stesse aziende agricole. Nel 1951 le suore furono deportate verso terre remote in cechia, al fine di purificare completamente la Slovacchia delle monache, e messe a lavorare nelle fabbriche tessili.

Solo le suore anziane e malate furono lasciate in Slovacchia, collocate in case di carità. Diverse monache furono autorizzate a tornare in Slovacchia soltanto molti anni dopo, durante la Primavera di Praga del 1968. Ma altre dovettero attendere la caduta del comunismo nel 1989.

(Red)

 

Foto wiki CC0

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