Fico respinge le critiche sui migranti, in attesa di coordinarsi col gruppo V4

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Dopo le dichiarazioni di sabato scorso, quando si era attirato critiche da diversi paesi europei per il rifiuto di apertura a una politica comune di solidarietà in un momento in cui l’Europa è in seria difficoltà nei confronti di una marea imprevista di richiedenti asilo, il premier Robert Fico ha ribadito lunedì quello che già aveva detto in passato: «non è stata la Slovacchia a bombardare, destabilizzandoli, Siria e Libia». In questo modo il primo ministro ha rimandato al mittente le accuse arrivate, tra gli altri, dal Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, che ha criticato i paesi dell’Est europeo (alla Slovacchia si allineano anche Repubblica Ceca e Ungheria, dove ieri la polizia ha caricato i migranti con gas lacrimogeni) per la loro “politica scandalosa” nei confronti dei profughi.

Fico, parlando dopo una riunione straordinaria del Consiglio nazionale di sicurezza convocato con urgenza di fronte all’allarmante aumento di migranti in arrivo dalla penisola balcanica, ha detto che il suo governo non si piegherà mai a un sistema di ricollocamento nei vari paesi europei dei rifugiati, come proposto mesi fa dalla Commissione Ue e rilanciato alcuni giorni fa dalla cancelliera Merkel. La Slovacchia ha accettato di dare un contributo alla crisi migratoria solamente su base volontaria, limitando però il numero di persone che il paese può accettare a un mero numero simbolico: cento persone, di nazionalità siriana e di religione cristiana. Se non bastasse l’esiguità della “quota” decisa in autonomia dal governo a fare sorgere dubbi sulla reale volontà slovacca, un’altra questione, quella della fede, ha fatto molto discutere politici, istituzioni e media a livello non solo europeo. Fico non vede ragione per farsi carico di un numero maggiore di immigrati, la maggior parte dei quali, peraltro, dice, arrivano per ragioni economiche e «dovrebbero essere rimpatriati». «Non assisteremo a questa follia con le braccia spalancate ripetendo che accetteremo tutti, indipendentemente dal fatto che siano immigrati economici o no». In ogni caso, ha ricordato, la Slovacchia è pronta ad aiutare le persone la cui vita e salute sono in pericolo, nei propri paesi di origine. Fico ha anche esortato i paesi esterni dell’area di Schengen a svolgere i loro compiti e non aprire le frontiere a tutti. Se è necessario, e ritenuto utile, forze di polizia slovacche potrebbero dare una mano per la protezione dei confini esterni dello spazio Schengen.

Angela Merkel, che ha rilanciato l’idea di riaprire il discorso delle quote obbligatorie, aveva detto in questi giorni che «l’intera Europa deve muoversi e gli stati membri devono condividere la responsabilità per i rifugiati richiedenti asilo. Se l’Europa fallisse sul problema dei rifugiati, verrebbe totalmente distrutto il suo legame con i diritti civili universali».

 

Il Consiglio di sicurezza lunedì ha dato mandato al governo, che oggi ha la sua riunione settimanale, di adottare una risoluzione per la posizione che la Slovacchia dovrà tenere, ferma e risoluta, nei prossimi negoziati in Unione europea.  Non faremo passi avanti, ha detto Fico, «se non si parte dicendo la verità sulle migrazioni» in corso.

Entro questa settimana sarà anche un vertice del Gruppo V4 (dove sono anche Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) dedicato all’immigrazione, incontro che definirà una probabile posizione comune di opposizione alle richieste UE, come già avvenne a giugno, e di rafforzamento delle frontiere esterne dell’area Schengen, insieme a una politica più efficace di rimpatrio e a un nuovo sollecito a Grecia e Italia per aprire nuovi centri di accoglienza. Nell’incontro, che si terrà a Praga venerdì, si prevede la firma di una dichiarazione congiunta dei quattro governi, alla quale stanno già lavorando diversi funzionari.

Il premier ceco Sobotka, che aveva ipotizzato di inviare l’esercito alle sue frontiere, a chiudere le porte all’afflusso di richiedenti asilo che attraversano la Repubblica Ceca nella speranza di arrivare in paesi più aperti all’accoglienza come la Germania, avrebbe detto che nessuno dei paesi di Visegrad è disposto ad accettare le quote obbligatorie. Il presidente Zeman, che definisce i migranti una minaccia per l’Europa e auspicava l’intervento della Nato, aveva detto l’altro ieri che «Se la Ue non riesce a rafforzare le frontiere, ci dobbiamo pensare noi».

In Ue già domani 3 settembre si terrà un primo incontro informale dei ministri degli Esteri dei 28 dove si proverà a limare un po’ di differenze di posizioni anche molto distanti. Mentre la Merkel, accusata da Budapest di essere colpevole dell’escalation della crisi dei migranti, vedrà i leader dei paesi balcanici.

(La Redazione)

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Foto Maso Notarianni CC-BY-NC-ND 2.0 (Lampedusa 2014)

2 comments to Fico respinge le critiche sui migranti, in attesa di coordinarsi col gruppo V4

  • Aldo Papetti

    Fici tieni duro. non è passato tanto tempo da quando i cittadini slovacchi veniva rispindi dalla frontiera fracese inglese e tedesca e Fico non c’era quando la Merrker e Sarcosì a deciso di uccidere Ghedafi

  • alberto zorli

    Il Primo Ministro Fico,ci rappresenta tutti ed ha ragione da vendere.
    La Merkel è la rovina dell’Europa come Renzi peggio, pur di aver voti mandano allo sbaraglio tutti quanti e ci porteranno dritti dritti ad una guerra di popoli e nazioni.

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