Migranti, i Paesi Ue che sbarrano le frontiere

Londra chiude ai senza lavoro. Il muro di Orban. La Slovacchia contro le quote. Ma anche cechi, estoni e bulgari. Quando l’Europa dice no ai flussi di profughi. Mentre la Merkel apre alla solidarietà e sostiene l’Italia.

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I «principi indissolubili» invocati dal vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans assieme alla richiesta di regole comuni sull’asilo cozzano col fronte del ‘no’. Quelli che dei migranti non ne vogliono proprio sapere.

Buon’ultima la Gran Bretagna, con la sparata del ministro dell’Interno del governo Cameron, Theresa May, che ha stroncato senza mezzi termini gli accordi di Shengen. Dai quali, peraltro, Londra risulta esclusa.

E mentre Angela Merkel ha sorprendentemente teso una mano all’Italia, spiegando come «non sia giusto che solo tre o quattro Paesi assorbano quasi tutti i rifugiati» e assicurando che «esiste un grande accordo sul fatto che l’Italia debba essere aiutata», l’Unione è chiamata a fare i conti con le resistenze altrui.

Non solo quelle britanniche, ma pure quelle di Repubblica Ceca, Slovacchia e Paesi baltici.

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Grafica: BS

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