Kiska: non si placano le polemiche per la sua operazione all’estero

kiska_(prezident.sk)

Il presidente Andrej Kiska si è recentemente sottoposto a una operazione all’anca. Un intervento in laparoscopia (tecnica chirurgica poco invasiva con strumenti chirurgici inseriti attraverso piccole incisioni) che il presidente ha deciso di fare all’estero, in una clinica di Pilsen, in Repubblica Ceca. Un fatto che non è andato a genio a diversi rappresentanti della sanità slovacca.

L’intervento, durato un’ora e quindici minuti, ha rimosso escrescenze e tessuti infiammati dall’area dell’anca di Kiska. Ad eseguirlo il dottor Petr Zeman, presso l’Ospedale Universitario di Pilsen, una struttura che ha fatto oltre 600 operazioni del genere negli ultimi otto anni. Il presidente è stato dimesso sabato 22 agosto, e per un paio di settimane dovrà servirsi di stampelle.

Sebbene il presidente abbia più volte criticato il sistema sanitario e la qualità della sanità in Slovacchia, dal suo ufficio hanno negato che questa fosse la ragione per cui si è fatto operare all’estero. Kiska, che avrebbe sofferto da tempo di dolori, avrebbe seguito una terapia all’Ospedale di San Michele di Bratislava, struttura del Ministero degli Interni. Dopo che la terapia non ha sortito gli effetti sperati, i medici del nosocomio insieme al dottor Grauzel, vice presidente della Società Slovacca di Artroscopia e Traumatologia Sportiva, avrebbero consigliato il presidente di sottoporsi a un intervento in un ospedale specializzato all’estero. Tra questi vi era anche l’ospedale di Pilsen.

In un articolo di lunedì il quotidiano Pravda ricorda che ci sono almeno quattro centri medici in Slovacchia che svolgono regolarmente interventi chirurgici in laparoscopia come quello fatto al presidente Kiska. Un ortopedico che ha chiesto di rimanere anonimo ha detto che l’operazione era di tipo ordinario, e viene regolarmente svolta in Slovacchia dove «ci sono sufficienti specialisti esperti e anche attrezzature mediche». L’Ospedale di Košice-Šaca, ad esempio, ha le stesse dotazioni di quello di Pilsen, ha detto il medico, ma interventi simili sono svolti anche a Nové Zamky e Bratislava, e pure all’Ospedale militare di Ružomberók.

La sociologa Monika Cambalikova ha detto al giornale che vede la scelta di Kiska come una opportunità per gli slovacchi: dimostra che chiunque può decidere liberamente di scegliere il chirurgo anche in un altro paese dell’Unione europea, e l’intervento sarà pagato dalla propria compagnia di assicurazione sanitaria. Come nel caso di Kiska, dove a pagare è l’assicurazione sanitaria Dovera, alla quale il presidente è iscritto.

La scelta del presidente ha portato anche a una analisi della sanità in Slovacchia, che secondo alcuni è in effetti più indietro rispetto a quella della nazione vicina, nonostante siano partiti oltre venti anni fa da una base comune. Secondo l’istituto INEKO il settore sanitario nella Repubblica Ceca «è più efficiente» in quanto più capace nel fare un uso utile dei fondi disponibili. In  generale, la sanità ceca ha una migliore reputazione, scrive Hospodarské Noviny, malgrado secondo l’OCSE la spesa sanitaria della Slovacchia sia maggiore, in relazione al PIL (Slovacchia 7,6% e Rep.Ceca 7,1% del PIL) . Entrambi i paesi sono comunque sotto la media dei paesi OCSE del 9%.

L’indice Euro Health Consumer 2014 collocato Slovacchia al 20 ° posto, cinque punti al di sotto della Repubblica ceca. Gli autori del ranking individuati corruzione tra i medici e difetti in materia di irregolarità nella fornitura di assistenza sanitaria. I cechi anche sorpassare Slovacchia, fornendo servizi migliori e trattamento.

(Red)

Foto prezident.sk

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