Fico conferma che la Slovacchia vuole rafforzare sua posizione in Slovenské Elektrárne

mochov-nucleare_(IAEA Imagebank 8367353306 BY-SA)

A seguito della seduta settimanale del consiglio dei ministri, il premier Robert Fico ha riformulato l’interesse dello Stato slovacco nel rafforzare la sua posizione all’interno del produttore di energia elettrica Slovenské Elektrárne (SE), un obiettivo per il quale è disposto a «fare di tutto». Per questo rimane aperta la possibilità che la Slovacchia acquisisca una quota del 17% dall’azionista di maggioranza Enel, pacchetto che, aggiunto all’attuale partecipazione del 34%, darebbe modo di poter controllare l’azienda. Maggiori poteri all’interno di SE vogliono anche dire maggiori garanzie di arrivare alla conclusione dei lavori alla centrale nucleare di Mochovce, un progetto che il governo ha piì volte messo tra le priorità strategiche per la sicurezza energetica del paese.

Enel ha messo in vendita dallo scorso anno la sua partecipazione azionaria in SE, pari al 66%, comprata in fase di privatizzazione nel 2006 dal governo di destra guidato da Mikulaš Ďzurinda per 840 milioni di euro. Dopo aver ricevuto alcune offerte vincolanti il maggio scorso, e in attesa di una possibile offerta in questi giorni da parte della cinese CNNC, la dirigenza italiana ha annunciato questo lunedì di aver iniziato una trattativa esclusiva per la cessione della sua quota alla holding energetica ceca EPH, e se tutto va come da programma, nel giro di poche settimane si potrebbe arrivare alla stipula di una intesa vincolante sulla vendita. Vendita che se il governo conferma  la sua intenzione non potrebbe superare il 49% di Slovenské Elektrárne, maggior produttore di elettricità in Slovacchia e uno dei principali nell’Europa centro-orientale.

Enel ha detto in precedenza di avere intenzione di vendere una quota di minoranza entro la fine di quest’anno, e di cedere il resto una volta completati i due reattori in costruzione a Mochovce, la cui fine lavori dovrebbe vedersi entro il 2017 e 2018 rispettivamente.

Oltre alla cinese China National Nuclear Corporation, che potrebbe a giorni farsi avanti, una offerta vincolante era stata fatta da un consorzio composto dalla petrolifera slovacca Slovnaft (gruppo MOL) e dalla società energetica ungherese MVM Group.

(Red)

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Foto: Mochovce (IAEA BY-SA 2.0)

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