Nitra, speculatori comprano i terreni per lo stabilimento di Jaguar per pochi spiccioli

jaguarlandrover_(flickr_10603041784_CC-BY)

L’arrivo in Slovacchia della casa automobilistica Jaguar Land Rover, confermato un paio di settimane fa con la sigla di una intesa tra JLR e il governo, porta con sé, come già avvenuto in passato in casi simili, una serie di speculazioni e raggiri. Si è saputo in questi giorni che i terreni offerti dal governo al gruppo britannico per edificare un nuovo stabilimento, un progetto che potrebbe valere tra 1 e 1,5 miliardi di euro, sono stati in gran parte acquistati a man bassa da una società privata nei mesi scorsi che li ha pagati cifre irrisorie sfruttando l’ignoranza degli attuali proprietari.

Rappresentanti della società Polnohospodarska poda s.r.o. (Terra agricola srl) di Bratislava ha iniziato un paio di mesi fa a visitare i proprietari dei terreni uno ad uno, offrendo loro somme risibili per vendere gli appezzamenti. I prezzi di vendita indicati sui rogiti variano in molti casi da un minimo di 50 fino a 80 centesimi di euro al metro quadro. In alcuni casi si è arrivati a un euro, e solo per alcuni proprietari particolarmente ostinati si è arrivati ad offrire 2-3 euro al metro.

Secondo quanto dichiarato ieri in una conferenza stampa da Radoslav Prochazka, leader del partito di opposizione Sieť (Rete), i poderi ceduti a Polnohospodarska poda (PP) sarebbero gli stessi di un elenco di terreni oggetto della trattativa tra il Ministero dell’Economia e la casa automobilistica. Appezzamenti ai cui titolari la controllata del ministero MH Invest ha inviato una lettera offrendo a nome dello Stato la somma di 15 euro al metro – anche 30 volte la cifra alla quale diversi di loro, soprattutto anziani 70-80enni, hanno già venduto. Con questa operazione, che non si può chiamare altrimenti che truffa, la società PP potrebbe incassare un profitto netto di oltre 2 milioni di euro. Mentre i venditori, che potevano incassare, ad esempio, 70.000 euro per il proprio appezzamento, hanno ricevuto appena 5.000. Sono circa 70 i proprietari dei terreni in località Lužianky, poco fuori Nitra, ad essere stati coinvolti.

L’iniziativa di acquisizione dei terreni verrebbe, secondo Prochazka, da qualcuno all’interno dello Stato, o meglio della società MH Invest controllata dal ministero. A dimostrazione di tale tesi egli ha citato il fatto che la lista dei terreni e dei proprietari sia la stessa di quella della MH Invest, e che Polnohospodarska poda, la società usata per l’affare, sembra avere tutte le caratteristiche di una società di comodo (ha, tra l’altro, un capitale di appena 6.639 euro, le vecchie 200.000 corone di capitale minimo). Inoltre, il contratto standard stipulato con i proprietari – settimane prima della conferma ufficiale dell’investimento – è davvero molto simile a quello usato da MH Invest. Una specie di copia-incolla che Prochazka sospetta fatto dallo stesso autore. Sul sito di Dennik N sono disponibili per un confronto anche i due contratti proposti da PP e da MH. Per di più, uno dei proprietari avrebbe offerto anche un secondo terreno, ma i rappresentanti di PP non erano interessati. Una riprova che avevano ben chiare indicazioni su quali erano i lotti che sarebbero stati interessati per l’investimento di Jaguar Land Rover.

 

La società PP ha reagito oggi, lamentando di essere divenuta bersaglio politico di una campagna lanciata dal partito Sieť, e dicendo che l’acquisto delle terre, la loro aggregazione sotto un unico proprietario e la rivendita a un investitore è esattamente la tipica attività aziendale di Polnohospodarska poda. Azienda che non è società di comodo, così come non esiste alcuna sede in paradisi fiscali, dice una dichiarazione di PP, che annuncia la presentazione di una denuncia per calunnia per difendere il proprio nome. Del resto, si conclude, l’idea dell’investimento a Nitra risale già allo scorso anno, quanto si pensava che Jaguar avrebbe scelto per la sua fabbrica la Polonia.

Un articolo del quotidiano Dennik N ha parlato con l’avvocato Juraj Bizon, che rappresenta oltre 30 proprietari truffati, in maggioranza persone anziane, tra i 70 e gli 80 anni di età, dei quali a suo dire si è sfruttata l’ingenuità e l’ignoranza. Gli acquisti dei terreni sono stati perfezionati tra il 15 di giugno e il 16 luglio, con le prime offerte a 40 centesimi al metro quadro, arrivate a 80 per i titolari non convinti della bontà dell’operazione. Si è poi saliti a un euro prima della riunione del consiglio dei ministri che ha discusso dell’investimento Jaguar, e per le ultime poche offerte i contratti sono stati stipulati a 2 o 3 euro, pochi giorni prima che arrivasse la lettera ufficiale di MH Invest con l’offerta di 15 euro al metro.

Bizon ha intenzione di presentare una denuncia alla procura, perché questa si attivi con il l’Ufficio del Catasto, che a suo parere non avrebbe dovuto registrare tali contratti di compravendita in quanto era chiaro che si trattava di una operazione speculativa, e l’ufficio avrebbe avuto su queste basi il potere di negare il passaggio di proprietà. Una legge del 2010 impone infatti al Catasto di verificare che i contratti rispettino i principi morali di base. Bizon farà anche una azione civile per l’annullamento dei contratti.

(La Redazione)

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Foto landrovermena CC-BY 2.0

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