Il tennis in Slovacchia: protagonisti di ieri e oggi

Dal primo gennaio 1993, anno in cui il Parlamento  della Cecoslovacchia sancì la nascita di Repubblica Ceca e Slovacchia, c’è chi ancora ha difficoltà a considerarle due nazioni differenti. La Cecoslovacchia era nata già nel luglio del 1918 quando la Slovacchia si era unita con Boemia e Moravia. Quel che spesso non si sa è che gli Slovacchi non si sentivano affatto affini ai Cechi, connotati, a differenza dei vicini, da un risentimento nei confronti degli ungheresi (tutt’oggi elemento dell’identità nazionale slovacca), dovuto agli anni di sopruso ed umiliazione del dominio magiaro.

Se pensiamo al tennis, dopo la divisione, non vanno tenuti in conto soltanto i successi ottenuti dalla Repubblica Ceca: la tradizione tennistica slovacca è di tutto rispetto ed ha forgiato nel corso dei suoi pochi anni di vita tennisti e tenniste di ottimo livello.

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Hrbatý nel 2011 (RI91@wikimedia)

Nel tennis maschile sicuramente uno dei migliori tennisti slovacchi è stato Dominik Hrbatý, The Dominator. Molti ricorderanno il suo gioco vigoroso da fondocampo, il servizio con lancio di palla altissimo ed il micidiale rovescio bimane, suo colpo migliore. Singolare il fatto che Dominik scelse il tennis soltanto ad 11 anni, dopo essersi dedicato sin da piccolo allo sci.

Hrbatý ha vinto in carriera 6 tornei ATP, raggiungendo come best ranking il numero 12 delle classifiche mondiali. Il suo talento venne scoperto durante gli Australian Open del 1997 quando negli ottavi di finale trascinò sino al quinto set Pete Sampras (poi vincitore del torneo). In carriera negli Slam ha raggiunto come miglior risultato una semifinale al Roland Garros nel 1999, quando fu André Agassi ad interrompere la sua cavalcata dopo aver sconfitto avversari come Marcelo Rios, Evgenij Kafel’nikov (testa di serie numero 1) e Marat Safin. Vanta inoltre un quarto di finale agli US Open (2000) e due quarti di finale agli Australian Open (2001,2005), mentre a Wimbledon non seppe spingersi oltre il terzo turno. Hrbatý è inoltre uno dei pochissimi ad essere in vantaggio negli scontri diretti con tennisti del calibro di Roger Federer (2-1), Rafael Nadal (3-1), Andy  Murray (1-0) e Tomas Berdych (2-0).

Il 2005, anno del suo best ranking, fu il vero artefice della finale conquistata dalla Slovacchia in Coppa Davis. Giunse sino all’atto conclusivo contro i croati, giocato in casa a Bratislava, con uno score di cinque vittorie e nessuna sconfitta. La Slovacchia si arrese per 3-2 alla Croazia di Ljubicic ed Ancic, ma fu Dominik a tenere in vita le speranze slovacche, vincendo entrambi i singolari contro i due giocatori di punta del team croato. Subì l’unica sconfitta nel doppio in coppia con lo specialista Mertinak proprio dalla coppia Ancic-Ljubicic. All’esordio Karol Kučera fu sconfitto da Ljubicic, e Miloslav Mečíř, capitano e trascinatore, preferì schierare sul 2-2, nel punto decisivo, proprio Michal Mertinak, buon doppista,  ma di certo non in grado di impensierire Mario Ancic, che lo sconfisse per 7-6, 6-3, 6-4. La scelta ricadde probabilmente su Martinak in seguito al fatto che la “riserva” Kučera  avesse dato segno di debolezza nel primo e unico match disputato. Nonostante una finale non ai suoi livelli, Karol Kučera, best ranking di numero 6, semifinale raggiunta all’Australian Open del 1998, 6 titoli vinti in carriera, allievo prediletto di Miloslav Mečíř, soprannominato “il Gattino” per via delle movenze fluide simili a quelle del maestro, è stato un avversario ostico per chiunque nel periodo a cavallo tra gli anni ’90 e i primi 2000.

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Hantuchová nel 2013 (Steven Pisano CC-BY 2.0)

Se passiamo al tennis femminile, spicca senz’altro il talento di Daniela Hantuchová. Tennis brillante, dritto e rovescio solidi, volée efficace. Già nel 2001 sale alla ribalta, vincendo il premio “WTA Newcomer of the Year” ed entrando nelle prime 40 giocatrici al mondo. In carriera ha raggiunto il best ranking di numero 5, sia in singolare che in doppio. Ha vinto 7 tornei WTA, conquistando come miglior risultato negli Slam la semifinale agli Australian Open nel 2008, potendo vantare anche quarti di finale sia a Wimbledon (suo torneo preferito) che agli US Open. Inoltre in carriera ha completato il Grande Slam in doppio misto, vincendo nel 2005 l’accoppiata US Open-Roland Garros.

Daniela è stata anche la vera e propria trascinatrice della Slovacchia nell’unica vittoria in Fed Cup della giovane nazione, quando nel 2002, al Palacio de Congresos de Maspalomas, Gran Canaria, Spagna, il team slovacco sconfisse le padrona di casa con un sonoro 3-1. La Hantuchová giocò alla grande, infliggendo prima un netto  6-2, 6-1 a Maqui Serna e poi sconfiggendo in rimonta Conchita Martinez per 6-7, 7-5, 6-4. A garantire la vittoria alle slovacche fu poi Janette Husarova, buona giocatrice ed ottima doppista, che sconfisse con un secco 6-2, 6-0 Arantxa Sanchez, facendosi perdonare della sconfitta patita nel match d’esordio con la Martinez.

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Hantuchová e Cibulková nel 2012 (Christian Mesiano@wiki)

Nella carriera della Hantuchová è mancata soltanto la finale in un torneo dello Slam in singolare: Daniela ci andò soltanto vicina nel 2008, quando dopo aver dominato per 6-0 il primo, venne rimontata da Ana Ivanovic. Per trovare la prima slovacca a giungere all’atto conclusivo di un torneo Major dobbiamo aspettare il 2014, quando a riuscirci fu Dominika Cibulková, che all’Australian Open sconfisse tenniste come Maria Sharapova, Agnieszka Radwanska e Simona Halep, prima di arrendersi a Li Na. La nativa di Bratislava è riuscita già a raggiungere i quarti di finale in tutti i tornei dello Slam e ad entrare nelle prime 10 giocatrici al mondo. Dotata di colpi a rimbalzo molto solidi, nonostante la statura non elevata e il servizio non devastante, la Cibulková fa della mobilità la sua arma migliore.

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Dominika Cibulková nel 2014, dalla sua pagina Facebook

Con l’età della Hantuchová che avanza e gli svariati infortuni subiti dalla Cibulková, che l’hanno fatta scendere in classifica, oggi sono precedute nel ranking da una giovane di belle speranze, che rappresenta anche il futuro del tennis slovacco: Anna Karolína Schmiedlová. Fresca vincitrice nel 2015 dei suoi primi due titoli WTA(Katowice e Bucharest) e votata nel mese di luglio come “WTA Rising Star Of The Month”, la ventenne di Košice questa settimana si è issata già a ridosso delle prime trenta giocatrici del mondo.

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Anna Karolína Schmiedlová (schmiedlova.com)

Se ci spostiamo di nuovo sul tennis maschile, nei Top-100, oltre ad un giocatore talentuoso come Martin Kližan e all’onesto Lukáš Lacko, quest’anno a livello Challenger Norbert Gombos ha giocato davvero bene, vincendo due titoli e sfiorando i primi 100 al mondo, raggiungendo il best ranking di numero 103.

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Martin Kližan sirobi CC-BY-SA 2.0

Insomma, seppur dimenticata in favore dei più blasonati vicini cechi, la Slovacchia nella sua giovane storia tennistica ha già detto ampiamente la sua, ed è pronta a continuare sulla strada tracciata.

(Marco Staiano, via tenniscircus.com)

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