UE, Timmermans: differenze uomo-donna sul lavoro “problema morale e sociale”

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La differenza di possibilità nel mondo del lavoro «è un problema morale e un problema sociale», che «porta anche ad un enorme spreco di risorse per l’economia europea». Ne è convinto il primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, che ha annunciato a inizio agosto l’inizio di un processo di riflessione e consultazioni, «per preparare una nuova iniziativa globale nel 2016», in materia. «È giunto il momento per un nuovo inizio dopo anni di stallo sulla proposta del 2008 per una nuova direttiva sul congedo di maternità, in cui il Parlamento e il Consiglio non sono riusciti a trovare un accordo», ha scritto sulla sua pagina Facebook il vicepresidente che ha ricordato che in Europa «è ancora più difficile lavorare per le donne che per gli uomini», e «i tre quarti di tutti gli uomini hanno un impiego, mentre per le donne questa percentuale scende a poco più del 60%».

Secondo Timmermans «questa situazione è in gran parte causata della mancanza di possibilità per le famiglie di conciliare lavoro e responsabilità familiari», e perciò «questo problema deve essere affrontato a livello nazionale e a livello europeo».

«Abbiamo bisogno di un approccio globale: il congedo di maternità, naturalmente, così come il diritto di richiedere modalità di lavoro flessibili sia per le donne e che per gli uomini, il congedo parentale, il congedo di paternità e la disponibilità di cure per bambini e persone non autosufficienti», ha concluso il vicepresidente secondo cui «è nell’interesse di ogni singolo Stato membro fare progressi in questo settore. Perché è la cosa giusta da fare, perché è la cosa intelligente da fare».

(Fonte EUNews.it)

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Foto myfuturedotcom CC-BY-ND

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