Slovenské Elektrárne: Enel in trattative esclusive con il gruppo EPH

Slovenske-elektrarne_(foto_Google-streetview)

Nei giorni scorsi si è letto più volte del fatto che il gruppo italiano Enel sta per fare una scelta su che fare della sua quota di maggioranza (il 66%) nella maggiore società elettrica della Slovacchia – Slovenské Elektrárne (SE). Dopo avere annunciato la vendita del suo pacchetto già nell’estate 2014 con l’obiettivo di concludere l’operazione entro l’anno, azione decisa dopo una rimodulazione delle priorità aziendali dalla nuova dirigenza nominata dal governo Renzi lo scorso anno e allo scopo di ridurre il debito del gruppo, il ceo Francesco Starace ha poi dovuto fare, a seguito di un processo che si è rivelato più lungo di quanto creduto in un primo tempo, una  parziale retromarcia, trovandosi in conflitto con il governo slovacco che detiene il resto (il 34%) della società.

Questa primavera, mentre Enel riceveva alcune offerte vincolanti di acquisto da gruppi energetici internazionali, il premier slovacco Fico costringeva gli italiani a garantire la conclusione dei lavori presso la centrale nucleare di Mochovce (nella regione di Nitra) che già hanno subito diversi ritardi con rilevanti aumenti del costo complessivo dell’opera. Fico ha anche preteso di negoziare l’acquisto da parte dello Stato slovacco di una parte delle azioni di Enel, probabilmente una quota giusto sufficiente per dare al governo la maggioranza relativa di SE. Ultimamente Starace ha informato i media sul fatto che tale cessione parziale si dovrebbe concludere entro quest’anno, e sarà basata su negoziati da tenersi presumibilmente a Roma. Un primo colloquio era in calendario per il mese di giugno, ma è stato rimandato, e ora si attende un nuovo appuntamento per cominciare la discussione.

Nel frattempo, sarebbero tre le proposte di acquisto vincolanti ricevute da Enel nel mese di maggio: dal gruppo ceco EPH, già presente in Slovacchia e partner del governo nell’utility del gas SPP, un consorzio composto dalla petrolifera slovacca Slovnaft (di proprietà del gruppo MOL) e dell’ungherese MVM Group, e la finlandese Fortran, mentre i cechi di ČEZ, che erano presumibilmente i partner preferenziali del governo, si sono tirati indietro all’ultimo momento. Per la quota Enel si è fatto avanti anche il gigante statale cinese CNNC (China National Nuclear Corporation), che non ha presentato la sua offerta nei tempi previsti, ma che starebbe facendo una due dilingence su SE e potrebbe fare una sua proposta a breve, forse entro fine mese. Peraltro, i cinesi avrebbero dalla loro una grande liquidità che permetterebbe loro di battere i concorrenti con una offerta più vantaggiosa.

Enel aveva intenzione di scegliere il vincitore della gara entro il mese di luglio, ma poi ha posticipato la decisione. Nelle settimane scorse Slovnaft ha lanciato diversi segnali di buona volontà, sia ad Enel che al governo slovacco, lasciando credere che non sarebbe un problema per il consorzio ungherese entrare in Slovenské Elektrárne anche come partner di minoranza, lasciando dunque la maggioranza allo Stato.

La novità di oggi, annunciata ufficialmente da Roma questa mattina, è che gli italiani avrebbero iniziato una trattativa “su base esclusiva” con il gruppo ceco EPH (Energetický a průmyslový holding), che fa capo al miliardario ceco Daniel Křetinský, allo slovacco Patrik Tkáč e al gruppo finanziario J&T. Secondo la nota, in base all’esito dei colloqui le due società potrebbero arrivare nelle prossime settimane alla firma di un accordo vincolante di compravendita.

Intanto il governo sta a guardare, da una posizione di ‘osservatore’, come ha ammesso il Ministro dell’Economia Vazil Hudak giovedì in una conferenza stampa. Il governo è ancora in attesa di fissare i negoziati con il management di Enel, ha detto il ministro, e si aspetta di vedere entro agosto, o al massimo i primi giorni di settembre, chi sarà il partner prescelto da Roma per la cessione di parte della suo quota azionaria. A luglio il governo ha lanciato una gara per la scelta di una società di consulenza che lo affiancherà nell’operazione. Il consulente, il cui nome sarà noto nei prossimi giorni, dovrà condurre una analisi approfondita sul piano di aumento della quota statale in SE, che finirà poi sul tavolo del governo che prenderò una decisione.

La società slovacca è il maggior produttore di energia elettrica del paese, con una quota di circa l’80% della generazione di energia elettrica in Slovacchia. Enel ne acquisì il 66% delle azioni nell’aprile 2006 dallo Stato pagando 840 milioni di euro. Il 34% è rimasto in mano allo Stato, e il pacchetto è gestito dal Ministero dell’Economia. I due reattori in costruzione a Mochovce dovrebbero essere accesi rispettivamente nell’autunno 2016 e a fine 2017. Inizialmente i piani prevedevano la messa in funzione per il 2012 e 2013, date poi posticipate di due anni al 2014-2015. Il costo complessivo è passato da 2,8 a 3,8 miliardi, per arrivare ad oggi a un totale di 4,6 miliardi.

(La Redazione)

Foto Google streetview

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