Rifugiati: Gabcikovo ha detto NO

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Il referendum consultivo che si è tenuto ieri a Gabcikovo (regione di Trnava) ha dato una schiacciante vittoria a chi non vuole gli immigrati nella struttura universitaria sita nel villaggio noto per la grande diga sul Danubio. Ben il 96,67% dei votanti ha espresso disaccordo con l’idea del governo di concentrare lì i 500 richiedenti asilo che oggi risiedono in Austria. Hanno partecipato al voto il 2603 persone, pari al 58,46% degli aventi diritto, un numero inferiore agli oltre 3100 firmatari di una petizione che aveva richiesto al comune di indire il referendum.

In realtà il referendum non ha alcun valore legale, e il governo non sarà obbligato a tenerne conto. Soddisfatto comunque per la discreta partecipazione il sindaco, che in questi giorni presenterà al Ministero degli Interni i risultati referendari, chiedendo il rispetto della volontà del popolo, che vuole sentirsi sicuro nelle proprie case.

Nei propositi del ministero, la struttura dell’Università Slovacca di Tecnologia di Bratislava (STUBA) è pronta ad alloggiare circa 500 rifugiati provenienti da Vienna, il cui centro di Traiskirchen è arrivato ben oltre la capienza massima nelle settimane scorse. Un protocollo in questo senso è stato firmato due settimane fa dai due ministri. La Slovacchia terrà i profughi fino alla conclusione dell’esame delle richieste di asilo dell’Austria. I migranti in ogni caso non rimarranno in Slovacchia se non in via temporanea.

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Diversi esponenti dell’opposizione hanno cavalcato i risultati del referendum per criticare il governo monocolore di Smer-SD. Secondo il leader del partito Most-Hid, Bela Bugar, la debacle di Gabcikovo è il risultato di una mancanza di comunicazione tra il governo e la popolazione locale, dove i funzionari e i burocrati non hanno saputo dissipare i timori della gente nei confronti dei migranti. Una buona parte della colpa, ricorda Bugar, è del premier Rober Fico che più volte ha sottolineato – rifiutando le quote obbligatorie di immigrati volute da Bruxelles – come queste persone che hanno diverse abitudini, cultura e religione, e di cui non si sa nulla, possono potenzialmente rappresentare un pericolo per la sicurezza dei cittadini della Slovacchia. Una posizione condivisa dal partito SDKU. Mentre per Libertà e Solidarietà (SaS) ora che il popolo ha votato sarebbe inaccettabile ignorare la loro opposizione. La soluzione migliore, per il numero due Lubomir Galko, ex ministro della Difesa, sarebbe piazzare i migranti nelle strutture militari, che sono distanti dai centri urbani e dove i richiedenti asilo possono essere meglio controllati.

Dal Ministero dell’Interno si esprime comprensione per il risultato del referendum, e si ricorda che la Slovacchia ha accettato di accogliere su base permanente soltanto 100 migranti nei prossimi due anni, tutti cristiani provenienti dalla Siria. Mentre Gabcikovo sarà utilizzata solo su base temporanea. Il ministero informa che presso il sito universitario si stanno preparando una serie di misure di sicurezza che saranno presto presentate alla popolazione prima dell’arrivo dei migranti.

(Red)

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