Spazio post-sovietico, una regione in subbuglio

lenin_(Dmitri Bender CC-BY-NC) unionw soviet comunis

La crisi ucraina ha diviso Russia ed Europa. La rivoluzione del 2014, l’annessione della Crimea da parte di Mosca e la guerra nel Donbass non solo hanno portato al collasso l’ex repubblica sovietica, ma rotto l’equilibrio continentale che ha retto per cinque lustri dopo la fine della Guerra fredda. Sulla scacchiera però il gioco tra il Cremlino e l’Occidente, Unione Europea e Stati Uniti, è più ampio e sono diversi i punti in cui si incrociano gli interessi degli attori al tavolo. I movimenti sono di espansione di Unione Europea e Usa verso Est e di re-integrazione in quello che è lo spazio della vecchia Urss.

Entrambi non sono iniziati certo ora, ma è adesso che hanno generato le maggiori fratture. A Kiev Euromaidan e il cambio di regime sostenuto dall’Occidente sono arrivati perché l’allora presidente Victor Yanukovich aveva deciso di mantenere le distanze da Bruxelles, lasciando in sospeso l’Accordo di associazione con l’Ue e svoltare invece verso Mosca e l’Unione Euroasiatica trainata dalla Russia.

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Foto Dmitri Bender CC-BY-NC 2.0

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