Voglia dell’impossibile? Latte di gallina! – L’Angolo di Michaela

gallina_(M-Sebokova)

Che fare quando durante un pomeriggio soffocante come quelli che capitano quest’estate, scoprite di essere rimasti senza yogurt e senza gelato, e non ci sono volontari disposti ad affrontare il sole cocente sotto il cielo rovente, 40 gradi e l’umidità all’85%, per andare a fare provviste? Ah, mi sono proprio rallegrata, perché mi sono ricordata che esiste una ricettina veloce e genuina: la mia mamma la  preparava ogni estate, la metteva in frigo e poi si mangiava fresca e golosa. Era il latte di gallina.

Siete slovacchi o ungheresi e l’espressione latte di gallina (“slepačie mlieko, tyúktej“) vi fa sorridere? Be’, senza togliergli quel velo di surreale, provate a cambiare un po’ le parole, otterrete vtáčie mliekomadártej: vedo cha adesso non sorridete più, se non per un lontano (o recente) ricordo di questa leccornia.

Siete italiani e latte di gallina o i suoi equivalenti slovacco e ungherese (“latte di volatile”) vi fanno  sorridere ancora? Vuol dire che la vostra nonna non abitava in campagna e non vi faceva questa merenda buona buona con le uova fresche e il latte appena munto.

Per risolvere la questione di una merenda fresca, golosa e genuina, alle uova fresche e al latte dovete aggiungere solo dello zucchero e della vaniglia o vaniglina. Il latte di gallina altro non è che una crema liquida, una bibita ricostituente che una volta veniva data a chi aveva bisogno di riacquistare le forze. Ho trovato tante varianti di questa ricetta, in Italia la servono con l’aggiunta del rhum o cognac ed è perciò destinata agli adulti, e si beve anche molto calda, prima di coricarsi.

lattegallina_(M.Sebokova)

La versione della mia nonna si fa senza alcol e si completa con le nuvolette fatte con i bianchi montati a neve e poi cotti nel latte vanigliato: questa variante da Artusi viene chiamata Uova di neve (ricetta n. 691): per un litro di latte Artusi consiglia l’uso di 150 gr di zucchero, 6 uova e vaniglina.

artusi_(M.Sebokova)

In merito al latte di gallina, questo è in botanica il nome dato all’aglio selvatico (Ornithogalum bellatum), un’erba bulbosa delle liliace, dai bianchi fiori delicati, assai comune sia in Europa centrale che meridionale.

aglioselvatico_(Tingeling_CC0)

Giacchè le galline (né altri volatili) non producono il latte, il latte di gallina è il sinonimo di una cosa rara, preziosa, introvabile. A questo punto voglio parlarvi di un racconto di Jack London, il titolo in slovacco è Odpadlík. Non ho letto questo racconto in italiano e non so come sia stato tradotto il titolo; odpadlík in questione è la persona che si è scostata dal comportamento del gruppo e ha tradito le aspettative, un rinnegato (se parlassimo di religione odpadlík sarebbe tradotto come apostata). E che c’entra il latte di gallina? – C’entra, c’entra! Il racconto tratta la storia del dodicenne Johnny, un bambino che era diventato adulto già all’età di sette anni, quando ha dovuto entrare in fabbrica a lavorare. Johnny ha pochi bei ricordi: si ricorda le prugne californiane che la mamma aveva comprato una volta, e si ricorda di aver mangiato due volte la crema (žĺtkový krém). La mamma gli promette che una volta avrebbe fatto “l’isola galleggiante” che è molto più buona della crema semplice. Johnny però accantona “l’isola galleggiante” come un sogno irreale. Poi, quando dopo anni sua madre per la prima volta prepara proprio questa pietanza, Johnny non riesce né a gustarla né a gioire: è già sulla via di non ritorno, il suo corpo e la sua mente di bambino hanno ceduto, non ce la fanno più a sopportare le fatiche da adulto. È una storia triste che i miei ricordi mettono sempre in collegamento con il latte di gallina ovvero Uova di neve di Artusi: sono convintissima che “l’isola galleggiante” altro non è che il bianco d’uovo cotto nel latte vanigliato e poi servito con la sua crema sulla quale “l’isola” può galleggiare in tutta la sua fierezza. E quando mangio il latte di gallina, fresco fresco, al sicuro della mia casa e vicino all’affetto dei miei cari, la stessa storia mi riporta alla mente anche un’altra cosa: non bisogna rimandare le cose belle, differire i propositi e sogni all’infinito. Una semplice “isola galleggiante”, se nella vita presentata in un momento opportuno, può fare davvero la differenza.

(Michaela Sebokova Vannini, CucinareScrivendo.com)

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Foto: Michaela Sebokova e (solo l’aglio) Tingeling-CC0

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