Lavoro, sempre più italiani in fuga

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Le idee non hanno cittadinanza. Circolano liberamente, contagiano economie e sistemi produttivi ignorandone spesso i confini. I lavoratori invece, e le imprese presso cui prestano servizio, un passaporto ce l’hanno eccome, e contribuiscono a determinare le differenze di benessere economico tra uno Stato e l’altro. La cosiddetta fuga di cervelli non interessa solo l’Italia ma il Bel Paese, in particolare a partire dalla crisi economica del 2008, vede sempre più giovani e meno giovani emigrare in cerca di fortuna.

Il fenomeno può essere analizzato da due diversi punti di vista: quello di chi va all’estero per studiare e quello di chi va via in cerca di impiego. I due piani sono in realtà paralleli, se non addirittura sovrapponibili, poiché portare i propri libri in Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania o USA equivale spesso a fermarsi in loco anche una volta terminati gli studi. Continua su Wired.it.

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Foto rogeryosantosdias CC0 

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