Ucraina, la bancarotta è rimandata. Chiesta ristrutturazione del debito

Kiev, Ucraina

Il 24 luglio il governo ucraino ha provveduto al pagamento di 110 milioni di euro dovuti ai creditori evitando così il default tecnico e l’isolamento dai mercati internazionali. La situazione è però tutt’altro che tranquilla. L’Ucraina ha adesso altri due mesi per negoziare una ristrutturazione del debito prima di trovarsi di fronte a un nuovo pagamento di 500 milioni di euro in scadenza il 23 settembre.

Kiev si era impegnata in un lungo braccio di ferro con i creditori chiedendo a gran voce una ristrutturazione del debito, in pratica una revisione delle condizioni originarie del debito contratto, tagliando il valore dei tassi di interesse e prolungando le scadenze per i rimborsi, al fine di alleggerire l’onere per le casse (vuote) dello stato. Si parlava anche di haircut, ovvero di una riduzione del valore del capitale. Anche il FMI si è schierato dalla parte di Kiev facendo notare come l’onere del debito corrisponda al 95% del PIL ucraino e sia pertanto insostenibile.

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