TTIP: i piccoli e grandi no al trattato commerciale USA-UE

ttip_ue_(greensefa_CC-BY)

Dal 13 al 17 luglio si è svolto a Bruxelles il decimo round dei negoziati sul Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip), l’accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea che alcuni paragonano a un cavallo di Troia guidato dalle grandi aziende.

Una volta ratificato, regalerebbe a queste una serie di agevolazioni, tra cui: la possibilità di citare uno stato davanti a un collegio di arbitri invece che in un tribunale ordinario se l’azienda ritiene di poter essere danneggiata dalle politiche di quello stato (il cosiddetto Investor-state dispute settlement, o risoluzione delle controversie tra stato e investitore, Isds); l’accesso al mercato dei servizi pubblici di tutti i paesi firmatari; una deregolamentazione in vari settori, da quello ambientale a quello agroalimentare, definita diplomaticamente “cooperazione in campo normativo”.

L’imponente versione gonfiabile dell’infido equino è la star delle proteste antiTtip. Il 15 luglio è apparso nella strada di Bruxelles dov’erano in corso i negoziati, circondato da slogan come “Earth is flat, pigs can fly, Ttip is great”, “La terra è piatta, i maiali volano, il Ttip è un gran cosa”. Il messaggio di lavoratori e consumatori, sulle cui spalle ricadrebbero gli effetti devastanti dell’accordo, è questo: non ci faremo prendere in giro.

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Foto greensefa CC-BY 2.0

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