Energia: Slovacchia e Bulgaria spingono per lo sviluppo del gasdotto Eastring

gas_(foto-eustream)

In un incontro avvenuto a Sofia nei giorni scorsi il ministro slovacco dell’Economia Vazil Hudak e la omologa ministra dell’Energia bulgare Temenuzhka Petkova hanno discusso del progetto di gasdotto Eastring e concordato inoltre sulla necessità di creare un gruppo di lavoro comune incaricato di risolvere i dettagli tecnici del progetto.

Alle riunioni di Sofia, cui hanno partecipato anche il diversi altri funzionari dei due governi, il vice primo ministro bulgaro Tomislav Donchev, e rappresentanti della società slovacca Eastring (progetto promosso dall’azienda slovacca di trasmissione del gas naturale Eustream), e la bulgara Bulgartransgaz.

Il primo degli incontri del gruppo di lavoro è previsto tenersi a Bratislava in settembre, quando i paesi interessati al gasdotto Eastring – che per il momento sono Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria – dovrebbero firmare un memorandum of understanding per rafforzare il progetto a livello politico, dopo la dichiarazione sull’attuazione del gasdotto firmata a Riga il 21 maggio 2015.

La Slovacchia ha lanciato il progetto Eastring per l’approvvigionamento di gas per i Balcani, partendo dal confine slovacco-ucraino per arrivare al confine bulgaro-turco, con la possibilità di rifornire la Bulgaria da nord e ovest con gas naturale proveniente dall’Europa occidentale. Ma anche utile per il trasporto in Europa centrale e orientale del gas proveniente da sud-est: Mar Nero, regione del Mar Caspio, Turchia (con il nuovo gasdotto Turkish Stream).

Facendo uso in parte di infrastrutture di trasmissione già esistenti, Eastring, secondo i promotori, si configura come una soluzione economicamente sostenibile per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento (oggi quest’area d’Europa è fortemente dipendente dal gas russo) e mette in rete le capacità di stoccaggio sotterraneo di gas di diversi paesi della regione. A seconda del percorso che sarà scelto, Eastring avrà una lunghezza tra gli 832 e i 1015 chilometri, per un costo stimato, nella prima fase, di qualcosa come 1,8-2,2 miliardi di euro, soldi che dovrebbero in parte essere finanziati dall’Unione europea come infrastruttura trans-europea, nell’ambito del Piano decennale di sviluppo di rete del gas (TYNDP) sostenuto dall’UE.

(Red)

Foto eustream

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