Lipsic: Polizia definirà le aree a rischio nel Paese per evitare questi episodi

«Ho dato ordini alla Polizia di determinare quali parti della Slovacchia appartengono alle zone più a rischio. Dobbiamo concentrarci sui luoghi che sono centri del crimine, intervenendo là con forza e rapidamente. Questo caso ha dimostrato che abbiamo bisogno di riarmare la Polizia al più presto, perché possa effettuare tali operazioni in modo più efficiente», ha sottolineato il Ministro Lispic. Che ha ringraziato la Polizia e le forze di soccorso per il loro lavoro, sottolineando che la prima pattuglia era sulla scena due minuti dopo che la sparatoria è stata segnalata, verso le 10 del mattino. «Sono intervenuti in modo efficace, pur esponendosi a un grande rischio», ha detto, aggiungendo che un poliziotto è stato ferito.

Il fatto di ieri a Devinska Nova Ves è la seconda tragedia più sanguinosa nella storia della Slovacchia. Solo il brutale omicidio mafioso del marzo 1999, quando dieci uomini del gruppo mafioso di Tibor Papay sono stati uccisi al ristorante Fontana di Dunajska Streda (regione di Nitra), ha fatto un maggior numero di vittime.

La sparatoria comunque non ha precedenti nella storia slovacca, ha detto l‘ex capo della autorità di indagine slovacca Jaroslav Ivor. «L’importante ora è conoscere le motivazioni dell‘assalitore – se sia stato un disturbo mentale, liti familiari o un atto di criminalità organizzata», ha osservato. Casi simili sono diventati più comuni in tutto il mondo negli ultimi anni, e quindi potrebbe essere utile ad elaborare una analisi sulle motivazioni di questi atti, dice Ivor. L’obiettivo è quello di poter prevenire il ripetersi dell’evento.

Il fucile d’assalto Kalashnikiv Vz.58, in uso soltanto a Polizia ed Esercito slovacchi, era detenuto illegalmente dallo sparatore di Devinska Nova Ves. Il quotidiano Sme oggi punta il dito sulle armi, su quanto sia facile in Slovacchia ottenerle, legali e non. Si può riportare in uso un fucile ‚disattivato‘, o acquistare una replica per un paio di centinaia di euro per poi riattivarla di nuovo. Ma ci sono anche armi illegali che arrivano dall’ex Yugoslavia, Moldavia e Ucraina. Il Vz.58 era costruito in Cecoslovacchia, ed utilizza gli stessi caricatori del più famoso AK-47. Un buon tiratore può prendere un piccolo bersaglio a 300-600 metri, e un proiettile di Vz.58 può trapassare i comuni giubbotti antiproiettile. Per acquistare un’arma legalmente, invece, pare che in Slovacchia la legislazione sia piuttosto esigente, e serve il porto d’armi e il nulla-osta all’acquisto, senza i quali nessun negozio può vendere.

(Fonte TASR)

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