Italiani all’estero, dei gran delinquenti

farnesina (laboratoriocreativo@flickr)

Abbiamo in questo momento 3.309 connazionali rinchiusi in carceri sparse per il mondo. Di questi, quasi i 4/5 (2.610) si trovano in Paesi dell’Unione europea. Il dato emerge dall’Annuario statistico 2015 pubblicato dal ministero degli Esteri, che tra i vari dati sulla diplomazia italiana riporta anche questo. L’incidenza non sembra legata alla maggior presenza di cittadini italiani nell’Ue (Italia esclusa, ovviamente), che in effetti è più folta rispetto ad altri territori.

Prendendo a riferimento il numero di iscritti all’anagrafe consolare (AIRE), sugli oltre 5 milioni di registrati la comunità più numerosa risulta infatti quella delle Americhe (2,1 milioni di italiani). Lì, nonostante la presenza superiore a quella registrata nei Paesi Ue (2 milioni), il numero di detenuti italiani è di ‘appena’ 425. Può consolare il fatto che tra i 2.610 finiti in carcere nell’Ue, ben 2.128 sono in attesa di giudizio e dunque presumibilmente innocenti fino a definitiva sentenza contraria. Ma i 463 condannati sono circa tre volte di più rispetto ai 154 che si trovano nelle Americhe, mentre sono 19 contro 9 i detenuti in attesa di estradizione. Leggi il resto su EUNews.it.

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Nella foto: la Farnesina

2 comments to Italiani all’estero, dei gran delinquenti

  • Roberta Rocchi

    Buongiorno! Seguo con molto interesse il vostro giornale online e vi ringrazio per questo interessante articolo. Però, se mi perdonate la pignoleria, trovo il titolo un po’ inappropriato. Nonostante nessuno voglia negare la gravità del fatto che un numero così alto di nostri connazionali sia in carcere fuori dall’Italia, la popolazione degli italiani all’estero, di cui io ho fatto parte per diversi mesi, è formata anche e soprattutto da persone normalissime che lavorano e/o studiano con impegno, pagano le tasse, rispettano le regole e fanno di tutto per sovvertire il classico stereotipo dell’italiano delinquente. Sicuramente non era vostra intenzione fare di tutta un’erba un fascio, però mi sembra (e ribadisco: si tratta della mia personalissima opinione!) che questo titolo, formulato così, non faccia le dovute distinzioni e non renda giustizia a quegli italiani che hanno un comportamento ineccepibile sia in patria che all’estero. Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto!

  • Redazione

    Cara Roberta,

    il titolo era provocatorio e con intenzioni semplicemente (auto)ironiche. Nessuna intenzione di andare a toccare la suscettibilità/sensibilità di chi si sa di essere onesto ma magari può sentirsi tirare in ballo. Leggendo l’articolo credo si possa distinguere facilmente il contrasto tra un titolo “roboante” e un testo invece serio e pacato…

    La ringrazio comunque del commento e della sua espressione di sentimenti positivi sugli italiani all’estero. So bene che la grande maggioranza di coloro che vivono fuori dall’Italia sono persone civili e oneste e che i cosiddetti “delinquenti” sono solo una frazione, anche se ben assortita, e purtroppo ben visibile.

    Un caro saluto,
    PS

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