Perché Tsipras non ha perso e l’intesa è buona per i greci

grecia_tsipras_(guengl CC-BY-NC-ND)

È passato qualche giorno da quel 13 luglio nel quale, all’alba, si firmarono i patti per iniziare il terzo salvataggio della Grecia. Qualcosa è successo da allora a oggi e si può provare a capire se ci sono o no vincitori e vinti al termine del negoziato. Alexis Tsipras non ha perso, anzi, probabilmente è riuscito a realizzare un capolavoro politico in un contesto dove tutto sembrava crollargli addosso. La parola chiave è “debito”, e tra breve ne parleremo. Non l’ha fatto da solo, senza il presidente francese François Hollande, Matteo Renzi, come il premier greco stesso ha affermato, aggiungendo anche il presidente cipriota Nicos Anastasiades (proprio a Cipro Tsipras fece il suo primo viaggio all’estero) al suo fianco, la sua missione sarebbe fallita. Si racconta che proprio il 13 mattina, alle 7, i negoziati fossero giunti a un punto morto, in particolare sulla questione del fondo per le privatizzazioni. L’intesa non c’era a il presidente del consiglio europeo Donald Tusk ha raccontato che era lì lì per chiudere e dunque sentenziare l’uscita della Grecia dall’euro quando Hollande si è impuntato, dicendo “no, io non mi alzo se non c’è un accordo, dobbiamo trovarlo”, al suo fianco si misero Renzi e Anastasiades, solo loro, e si continuò a trattare fino al raggiungimento di un’intesa.

Continua a leggere l’editoriale di Lorenzo Robustelli su EuNews.it.

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Foto GUE/NGL CC-BY-NC-ND 2.0

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