Minori e alcol: i cechi i maggiori bevitori, gli slovacchi in leggero calo

alcol, bar, liquori (nittpick@flickr)

Uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) mostra che i giovani slovacchi hanno leggermente ridotto la quantità di alcol consumato rispetto all’ultimo rapporto di quattro anni fa, mentre i loro colleghi cechi sono i maggiori bevitori d’Europa nella loro fascia di età.

Il numero di ragazzi sotto i 15 anni che bevono regolarmente è sceso di circa il 10%, e sebbene i piccoli slovacchi facciano il primo assaggio di alcolici molto presto, non arrivano al consumo regolare se non anni dopo, dice un articolo di Sme nell’edizione odierna. Se bere tra i minori non è più così popolare come era dieci anni fa, in ogni caso l’OMS nota che acquistare bevande alcoliche in Slovacchia non è troppo complicato per i minori, perché le sanzioni previste dalla legge non scoraggiano in modo sufficiente i gestori di negozi e bar, che spesso non vedono come immorale vendere alcol a minorenni.

Il maggior problema dei giovanissimi slovacchi è la moda di bere al solo scopo di ubriacarsi, abitudine che può velocemente portare a una vera e propria dipendenza da liquori e birra, spesso bevuti insieme. Il vino, invece, rappresenta un rischio minore.

Servire o vendere alcolici ai minori in Slovacchia può essere punito con sanzioni che variano da 166 a 6.640 euro, e se il reato è dimostrato essere intenzionale la pena può arrivare al carcere fino a tre anni.

Secondo i dati del Centro Informativo Sanitario Nazionale, circa 200 minori sono stati ricoverati in ospedale per abuso di alcol nel 2013. Ma i numeri dicono poco in quanto la maggior parte di loro non va in ospedale, e si limita a passare la sbornia vomitando e dormendo.

Psicologi ed esperti incolpano la pubblicità, che spesso presenta gli alcolici come qualcosa alla moda e per persone di successo, facendo associare un sentimento positivo al suo consumo nelle menti dei giovanissimi, al contrario del tabacco, che è invece visto in una luce negativa. La chiave, secondo gli esperti, rimane la famiglia, che può aiutare figli e nipoti ad adottare un consumo moderato e responsabile, attraverso l’esempio o tenendo un dialogo continuo.

(Fonte Sme)

Foto nittpick  @flickr

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