Tv russa nega il controverso documentario sul ’68 a tv ceca e slovacca

Praga-1968_(FaceMePLS_2822415076@flickr_CC)

La televisione di stato russa ha rifiutato la vendita dei diritti di trasmissione alle televisioni ceca e slovacca del controverso documentario sull’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia nel 1968. Secondo l’agenzia di stampa ceca Ctk, la televisione ceca aveva contatto i responsabili di Rossiya 1 per acquisirne i diritti e trasmetterlo il prossimo 21 agosto, 47° anniversario dell’invasione.

Il documentario, andato in onda il 23 maggio in Russia, era focalizzato sul 60° anniversario della costituzione del Patto di Varsavia e il 25° anniversario della sua dissoluzione, nel 1990. Il filmato elogiava il ruolo dell’alleanza militare durante l’invasione della Cecoslovacchia nell’agosto del 1968, avvenuta, secondo Rossiya 1, come atto di “aiuto fraterno” per difendere il Paese da un attacco della Nato che già aveva provocato un colpo di stato a Praga. Una delle frasi del documentario ritenute del tutto false da cechi e slovacchi, storici e non, dice: “A Praga stava per scoppiare una rivoluzione armata. Da dietro gli angoli si spara ai figli di coloro che liberarono la Cecoslovacchia nel 1945”.

La scoperta di questo filmato era avvenuta nell’ex Cecoslovacchia con qualche giorno di ritardo, ma a inizio giugno era stata pronta la reazione dei rappresentanti politici e istituzionali cechi e slovacchi. Il Ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak aveva invitato a chiamare le cose con il proprio nome: aveva detto che il filmato travisa i fatti, e che l’operazione delle forze armate del Patto di Varsavia, incluse quelle sovietiche, era e deve essere definita “invasione”, così come i 20 anni successivi rimangono intesi come “occupazione” dei sovietici. Per di più, ha ricordato, proprio poche settimane prima la Slovacchia aveva difeso con forza il ruolo dell’Armata Rossa nel liberare l’Europa (e la Slovacchia) dal nazismo 70 anni fa.

Il Presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman aveva criticato il documentario in modo ancora più chiaro: «è una menzogna, e l’invasione è stata un crimine», aveva detto.

L’invasione delle armate di cinque paesi del Patto, inclusa l’Unione Sovietica, avvenne nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968, e fu programmata per evitare la “deriva” presa dalla dirigenza politica guidata da Dubček (allora segretario generale del Partito Comunista della Cecoslovacchia – KSČ) nei mesi di riforme della cosiddetta Primavera di Praga.

(Red)

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Foto FaceMePLS CC-BY 2.0

1 comment to Tv russa nega il controverso documentario sul ’68 a tv ceca e slovacca

  • Michele Renni

    Eh già, quanto erano cattivi i Sovietici eh … oggi invece i golpe li fa la “democratica” finanza, nessuno si lamenta e i popoli sono asserviti ad essa fino a crepare di inedia, per non parlare delle decine di guerre e occupazioni militari a guida USA … tutto ciò non sarebbe mai accaduto (o sarebbe stato assai limitato) se l’Unione Sovietica fosse stata ancora presente sullo scacchiere internazionale …

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