Ombudsman: raid polizia tra i rom di Vrbnica eccessivo

insediamento rom (foto_wikipedia)

Botta e risposta in questi giorni tra il Ministero degli Interni e il Difensore civico Jana Dubovcova sulla questione dell’operazione di polizia nell’insediamento rom di Vrbnica, nella regione di Kosice, avvenuta all’inizio di aprile, nella quale gli agenti avrebbero percosso diversi uomini e ragazzi che hanno dovuto farsi medicare in una vicina struttura sanitaria. La polizia aveva organizzato l’operazione allo scopo di perquisire diverse abitazioni dove ritenevano si nascondessero alcuni ricercati.

Il raid non era necessario, ha detto lunedì l’Ombudsman, e gli agenti di polizia hanno fatto uso della forza senza averne bisogno, violando i diritti umani fondamentali di 15 persone. La Dubovcova invita il presidente del Corpo di Polizia Tibor Gaspar ad esaminare in profondità le motivazioni delle forze di polizia per portare a termine l’operazione, in quanto potrebbero essere stati incitati, ha detto, da atteggiamenti di intolleranza verso la popolazione zingara. Come anche nel caso di Moldava nad Bodvou dello scorso anno, «questa incursione non era necessaria, in uno Stato democratico e sotto il dominio della legge. La polizia non aveva bisogno di comportarsi in quel modo, e non avrebbero dovuto farlo con una intenzione dichiarata», ha detto il difensore civico. L’uso della forza è giustificato soltanto, ha detto, nei casi di rischi per la sicurezza pubblica o per mantere l’ordine, cosa che non si è verificata a Vrbnica.

Il Ministero degli Interni ha rigettato le accuse della Dubocvova, e in una dichiarazione ha affermato che le critiche lasciano pensare che il difensore civico sia arrivato ​​a una “conclusione prematura”. L’indagine per presunti abusi di potere di pubblico ufficiale è ancora in corso, ed è necessario attenderne le conclusioni, dice la dichiarazione. Il ministero sta poi mettendo mano a una modifica legislativa per obbligare gli agenti all’utilizzo di telecamere durante le incursioni come quella sottoa accusa. L’ispettorato del ministero avrebbe fatto 17 interrogatori delle parti lese, oltre a tre esami di testimoni e audizioni di agenti di polizia. Inoltre, sono state messe agli atti le perizie mediche di chi ha esaminato le vittime di lesioni.

Le registrazioni video, uno dei punti su cui si concentrano le critiche delle ong, sono in realtà già effettuate dalla polizia in casi come questo, ma in quel caso, dato che l’operazione ha coinvolto diversi insediamenti rom nella regione di Košice, si è scelto – anche per scarsità delle attrezzature tecniche e degli operatori video – di riprendere le perquisizioni solo nelle località ritenute più a rischio. E il villaggio in questione non era tra queste. L’operazione fu eseguita in 49 diverse località nello spazio di un giorno. La soluzione sarà una mini-telecamera da applicare sulle uniformi degli agenti, senza necessità di personale tecnico.

(Red)

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Foto: insediamento rom (wikipedia)

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