Questa pazza, pazza terra

clima_ambie_(Lighttiuth 5380521888 flickr CC-BY-NC)

Mentre cerco un minimo di refrigerio dalla calura estiva tra condizionatori d’aria messi al massimo, con bibite rigorosamente ghiacciate e piedi a mollo nell’acqua fredda, ho già dimenticato come può essere il freddo, la neve o semplicemente indossare un pullover. La mente non riesce a ricordare.

Per fortuna arriva, quando meno te l’aspetti, una notizia interessante che apre il cuore, ormai anch’esso squagliato nella cocente calura.

In pratica chi come me si lamenta del caldo di questi giorni, fra pochi anni li rimpiangerà: nel 2030 la Terra entrerà in una era glaciale che durerà almeno dieci anni e avremo finalmente in Europa inverni più gelidi come tra il 1646 e il 1715.

Tutta la colpa sarà del Sole che, come asserisce Valentina Zharakova del Wilcox Observatory in California, la nostra stella non ha solo un “cuore” propulsivo, ma addirittura due e proprio questi due “cuori” entreranno in conflitto tra loro a vicenda riducendo l’attività solare del 60%.

La validità della previsione si aggira sul 97%, dunque prepariamoci e quando sarà, giuro che metterò un cartello sul balcone con scritto “Welcome winter“, tanto per essere internazionale.

Mentre assaporo questa prospettiva di freddo glaciale ecco che la Terra ha in serbo altre novità, questa volta confesso meno allettanti della prima.

Secondo un altro studio condotto dalle università di Standford e Berkeley in California e pubblicato da “Science Advances”, la Terra è entrata nella fase della sua sesta estinzione di massa con l’aggravante che il periodo per evitare le tragiche conseguenze è in pratica quasi scaduto.

Il motivo è che i vertebrati: mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci, scompaiono a una velocità 114 volte più del normale.

Per fare un esempio le specie vertebrate che si sono estinte nello scorso secolo, normalmente impiegano dagli 800 ai 10 mila anni per scomparire secondo il naturale tasso di estinzione.

Oggi bastano pochi anni e, tanto per stare allegri, lo studio afferma inoltre che se questa estinzione dovesse verificarsi, i benefici della biodiversità come l’impollinazione delle colture e la depurazione delle acque potrebbero scomparire in meno di tre vite, mettendo la specie umana in grave pericolo.

Il principale autore dello studio, Gerard Ceballos, ha dichiarato alla BBC News che “Se non verrà preso alcun provvedimento le forme di vita impiegheranno molti milioni di anni per recuperar e la nostra stessa specie potrebbe scomparire molto presto”.

Non ci resta che fare tanti scongiuri ed anche tanti auguri a chi verrà dopo di noi.

(Amedeo Feliciani, via Italiani.net)

Foto Lighttiuth CC-BY-NC 2.0

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